Roberto Calderoli (Getty Images)

Roberto Calderoli è intervenuto poco fa al Senato in merito alle polemiche sorte dopo le sue dichiarazioni, in cui aveva paragonato il ministro Cécile Kyenge a “un orango” e ha sostenuto: “Sarei stato pronto a dimettermi anche oggi se le forze politiche che mi hanno eletto me lo avessero chiesto. Ma così non è stato”. Il vicepresidente del Senato ha poi ammesso di “avere fatto una sciocchezza”.

Ha promesso ancora Calderoli: “Mai più attaccherò l’avversario politico con dichiarazioni offensive”. L’esponente del Carroccio si è anche scusato con il Senato e con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano “giustamente indignato”. Ha però sottolineato come il ministro Kyenge ha già “accettato le mie scuse” e che seguirà il consiglio del senatore Luigi Compagna: “Manderò un mazzo di rose al ministro Kyenge”.

Ma l’ondata di polemiche sulle frasi di Calderoli è alimentata anche dall’intervista rilasciata al Secolo XIX da parte della senatrice del Movimento 5 Stelle Serenella Fucksia, che ha sostenuto che le polemiche sulle parole del vicepresidente del Senato sono strumentali, affermando poi: “Io credo che se qualcuno avesse definito Calderoli un maiale nessuno gli avrebbe dato del razzista”. Secondo la Fucksia, l’ex ministro sarebbe “il miglior vice-presidente del Senato che ci sia. Quando è lui a presiederla, l’Aula funziona benissimo. I leghisti sono dei gran lavoratori”.

Ha proseguito la senatrice: “Ma perché, povero orango. Allora è offensivo anche per l’animale, perché vuol dire che è brutto. Siamo noi che gli diamo una connotazione negativa. Guardo i colleghi e dico: quello assomiglia un corvo, quello a uno struzzo, quell’altro a un pavone. Io per esempio, sono convinta di assomigliare a una papera. O il nostro capogruppo, Nicola Morra: mi ricorda un camaleonte”.

Poco dopo, l’esponente marchigiana del Movimento 5 Stelle ha diffuso un comunicato di rettifica: “Come tutto il Movimento 5 Stelle esprimo profonda disapprovazione quando mi trovo di fronte ad ogni forma di razzismo e discriminazione, concetto espresso chiaramente in Aula dal capogruppo Nicola Morra. Le mie dichiarazioni raccolte dal giornalista del Secolo XIX e riprese da altri media sono frutto di una conversazione decontestualizzata e paradossale dove io stessa mi sono autodefinita una papera. Mi scuso profondamente con tutte le persone che si possono essere sentite offese dalle mie dichiarazioni”.

Intanto, secondo quanto affermano alcuni quotidiani nella loro versione online, il presidente del Consiglio Enrico Letta avrebbe chiamato a un’assunzione di responsabilità il leader del Carroccio, Roberto Maroni: “La scivolata è solo quella di un leader che non riesce a far dimettere Calderoli da vicepresidente del Senato. Purtroppo è una carica che non è oggetto di voce di sfiducia, ma così facendo Maroni è correo dell’insulto al ministro Kyenge”.

Redazione online