Sampdoria, Maresca: ”Dopo 15 anni di carriera, mi ritrovo escluso dal resto del gruppo”

Enzo Maresca (getty images)

 

Enzo Maresca è rimasto vittima del cattivo costume tutto italiano dei giocatori fuori rosa che non rientrano più nei piani della società e si allena in questi giorni a Bogliasco insieme a un altro fuori rosa, Poulsen. Al quotidiano Tuttosport ha voluto parlare serenamente della sua situazione: ”Mi alleno, anche se è la prima volta che mi capita di essere tra i giocatori che non rientrano nei piani della società. La Sampdoria mi aveva chiesto di tornare in campo il 5 agosto: ho rifiutato perché non sono uno che sta a casa pagato per fare niente. Il calcio per me non è un hobby, ma una professione e questo vorrei fosse chiaro. Però ho accettato di ritardare il primo giorno di lavoro: i dirigenti non ritenevano opportuno che incontrassi i miei compagni durante il raduno e i test atletici. In questo ho deciso di venire incontro alla società, però ho rifiutato di posticipare ulteriormente il rientro. Per Poulsen mi dispiace ancora di più. Non è solo una questione legata alla Samp, ma un cattivo costume italiano. Siamo solo in due e fortunatamente non abbiamo nessuna malattia: che problema potevamo dare in ritiro? Io sono abituato a queste cose, ma per un giocatore danese così giovane è più difficile capire il motivo di certe scelte. Agli occhi degli stranieri l’Italia è il paese di Calciopoli e tutto il resto. Credo che anche in questo caso non facciamo bella figura. Come si è arrivati a questo? Non so, ma voglio sottolineare che il mio rapporto con Rossi è ottimo, anzi lui ha apprezzato il mio comportamento la scorsa stagione e mi ha detto più volte che sono uno dei professionisti più seri che abbia mai incontrato. Che effetto fa allenarsi a Bogliasco tra pochi intimi? Mi sembra strano ma anche tutto nuovo perché in quindici anni non mi era mai capitato nulla del genere. Lavorerò come sempre, in attesa di trovare un’altra squadra. Il mio futuro? Dieci anni all’estero, cinque qui e qualcosa vorrà dire. Per questo mi piacerebbe finire la carriera in Inghilterra, dove ho iniziato. A 33 anni per me sarebbe una grande soddisfazione”.

Marco Orrù