Caso Shalabayeva, l’intervento di Berlusconi: “Alfano non si tocca”

Silvio Berlusconi (Dan Kitwood/Getty Images)

Il leader del Pdl Silvio Berlusconi è intervenuto direttamente sul caso dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, e di sua figlia; in un colloquio con un corrispondente del ‘Corriere della Sera’ ha sostenuto: “Alfano non ha nessuna colpa e non si tocca. Non si tocca né lui né il governo”. Ha proseguito l’ex premier: “Non vedo nulla che possa mettere in discussione la stabilità, nulla che possa provocare una crisi. Con tutti i problemi che ha il Paese, con i segnali negativi che giungono dall’economia… L’aumento del debito pubblico, i dati sulla disoccupazione, il problema del credito alle imprese, del costo del lavoro… E qualche irresponsabile pensa davvero di far saltare Alfano per far saltare il governo? Non scherziamo”.

Berlusconi ha poi spiegato: “Angelino non si tocca. E giudico assurde queste mozioni di sfiducia presentate dalle opposizioni, che impegnano il Parlamento e fanno perdere tempo in un momento così difficile e preoccupante. Questa indegna gazzarra, in una fase tanto drammatica per il Paese, si commenta da sé. Mi sembra davvero che si stia dando alla questione una rilevanza esagerata. Non c’è, non ci può essere, alcuna minaccia di alcun tipo. A meno che qualcuno non pensi a gesti sconsiderati di cui si assumerebbe la responsabilità davanti agli italiani”.

Per l’ex premier, il caso della moglie del dissidente Ablyazov “è esemplare, nel senso che rivela come la burocrazia abbia prevalso sulla politica. È la burocrazia che ha deciso di poter far da sola, muovendosi in piena autonomia e con l’avallo – è bene ricordarlo – di quattro, dicasi quattro magistrati. O i giudici sono bravi solo quando si occupano di Berlusconi? Eh no, i magistrati hanno dato validità formale al provvedimento di espulsione”.

Intanto, dopo aver dato le sue dimissioni, l’ormai ex capo di gabinetto del Viminale, Giuseppe Procaccini, si è detto “nauseato, per quanto è accaduto” e ha attaccato: “Dopo tanti anni di carriera vado via, ma sono stato ingiustamente offeso”. Ha ricordato infine il funzionario: “Ho ricevuto l’ambasciatore kazako al Viminale perché me lo disse il ministro spiegandomi che era una cosa delicata. L’incontro finì tardi e quindi quella sera non ne parlai con nessuno. Ma lo feci il giorno dopo, spiegando al ministro che il diplomatico era venuto a parlare della ricerca di un latitante. Lo informai che avevo passato la pratica al prefetto Valeri”.

 

 

Paolo Battisti