Sfiducia al ministro Alfano, il Senato respinge la mozione di Sel e M5S

Enrico Letta e Angelino Alfano (getty images)

Come previsto, è stata respinta la mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro degli Interni Angelino Alfano presentata dal Movimento 5 Stelle e da Sel in relazione alla vicenda dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, e della figlia della coppia. Contro la mozione hanno votato Pd, Pdl e Scelta Civica. I no sono stati 226 e 55 i sì.

Tra i sostenitori della sfiducia ad Alfano, Loredana De Petris di Sel ha sostenuto: “Il ministro Alfano ha ingannato il governo. Ha volutamente evitato di leggere alcuni passi della relazione…Con quale coraggio, dopo che ha scaricato tutte le responsabilità sui sottoposti, come può pensare di continuare a essere ancora alla guida del ministero?”. Ha aggiunto la senatrice: “Alfano è stato complice o gravemente negligente. In entrambi i casi rassegnare le dimissioni sarebbe doveroso per lui, come imporle lo sarebbe per il presidente del Consiglio. In un Paese normale il Parlamento sentirebbe il dovere di votare la sfiducia”.

Polemico il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Nicola Morra: “Grazie al senatore Berlusconi che ci onora della sua presenza e fa capire chi sia a reggere questa maggioranza, insieme al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Grazie perché finalmente si appalesa la verità agli occhi degli italiani. Avremmo presentato, se fosse stato possibile, una mozione di sfiducia verso il governo, perché voi valete poco”.

Renato Schifani, capogruppo del Pdl, ha sostenuto: “Siamo uniti sul ministro Alfano. Non vogliamo che le tensioni interne ad alcuni partiti possano scaricarsi sul governo”. Molto severo il giudizio del senatore Luigi Zanda, capogruppo del Pd, che ha chiesto che sia Alfano a fare un passo indietro rassegnando le dimissioni, aggiungendo: “‘I senatori del Partito democratico voteranno contro la mozione di sfiducia al ministro Alfano, con la piena coscienza di assicurare l’azione del governo, ma anche sapendo quanto il caso non possa dichiararsi concluso. Alfano valuti valuti se nell’agenda della sua giornata ci sia abbastanza tempo per l’incarico di vicepremier, di ministro dell’Interno e di segretario del Pdl”.

Nel frattempo il Pd deve fare i conti con le parole del senatore Stefano Esposito, che ha twittato: “Nonostante il duro intervento di Zanda e il voto del gruppo di ieri Puppato Ricchiuti e Tocci votano in difformità dal gruppo. Inaccettabile”. Poco dopo un nuovo tweet del senatore sosteneva: “Martedì è stato convocato urgentemente riunione gruppo al Senato se non saranno assunti provvedimenti io uscirò dal gruppo Pd”. Ieri Esposito aveva detto: “Attenderò la seconda chiama, se ci saranno assenze sospette o voti difformi, io voterò la mozione del Movimento Cinque Stelle e di Sel per la sfiducia ad Alfano e poi mi autosospenderò dal gruppo e dal Pd”.

Redazione online