Calabria: truffe e voto di scambio per la cosca Giampà, 65 arresti a Lamezia Terme

Volante Polizia (Getty Images)

E’ impressionante la lista di reati elencati dalla polizia nell’operazione messa a segno contro la cosca della ‘ndrangheta dei Giampà. Gli agenti della Polizia di Stato hanno arrestato oggi a Lamezia Terme 65 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, truffa a voto di scambio. Un gigantesco giro criminale che vede coinvolti anche numerosi professionisti e alcuni politici, tutti, stando alle accuse, a servizio della cosca dei Giampà.

La cosca aveva organizzato un “vorticoso giro” di truffe assicurative per garantirsi il denaro con cui acquistare armi e stupefacenti e per pagare lo stipendio agli affiliati. Nell’organizzazione del piano criminale i Giampà si avvalevano della collaborazione di assicuratori, periti, carrozzieri, medici e avvocati. Un sistema ben congegnato che faceva arrivare nella casse dei Giampà milioni di euro all’anno, soldi di cui poi beneficiavano anche le tasche dei professionisti complici.

Ora, tutti, o quasi, sono finiti in manette. Uno degli avvocati arrestati è stato anche accusato di voto di scambio, per aver finanziato la cosca dei Giampà, attraverso un suo autorevole referente, in cambio di voti alle elezioni amministrative del Comune di Lamezia Terme del 2010.

Nell’inchiesta sono coinvolti anche alcuni esponenti politici. Il senatore del Pdl Piero Aiello, di cui la Dda aveva avanzato richiesta di arresto, che è stata però respinta dal Gip, quindi risulta solo indagato. E l’ex consigliere provinciale e attuale vice presidente della Sacal, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme, Gianpaolo Bevilacqua, sempre del Pdl, che invece è stato arrestato. A Bevilacqua sono contestati i reati di concorso esterno in associazione mafiosa e di estorsione.

Redazione

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