Egitto: Morsi sarà trasferito nel carcere dov’è rinchiuso Mubarak

Vittime al Cario, 27 luglio 2013 (Getty images)

Bagno di sangue in Egitto, dove il Governo e il Movimento dei Fratelli Musulmani continuano a rimbalzarsi le colpe per i violenti scontri avvenuti ieri sera e nei quali avrebbero pero la vita una settantina di persone mentre migliaia di persone sarebbero rimaste ferite. Un bilancio non ancora ufficiale che varia dalle 40 vittime comunicate dalla fonte ospedaliere alle 120 persone denunciate dai Fratelli Musulmani.

Un’atmosfera ancora molto tesa, in cui nelle piazza permane la paura di nuovi raduni di oppositori e sostenitori del presidente deposto lo scorso 3 luglio, Mohamed Morsi.

Mentre, le forze dell’ordine smentiscono le accuse di aver impiegato pallottole vere durante gli sgomberi, davanti alla moschea al Cairo, come riporta l’Ansa, migliaia di persone sono ancora radunate nel sit-in mentre i miliziani islamici invitano alla “resistenza”.

Stando quanto riferisce l’Agi, Morsi è stato visitato questa mattina dal capo della ong per i diritti dell’uomo egiziana, Nasser Amin, che avrebbe affermato di aver trovato Morsi in buona salute e che “non ha subito pressioni”.

Intanto, il Ministro dell’interno egiziano Mohamed Ibrahim avrebbe confermato che “con ogni probabilità” Morsi sarà trasferito nel penitenziario speciale di Torah Mahkoum, alla periferia meridionale del Cairo, dove sono rinchiusi Hosni Mubarak e i suoi figli Ala e Gamal.
Tuttavia, il ministro ha sottolineato che la decisione spetterebbe ad Hassan Samir, il giudice della Corte del Cairo incaricato nelle indagini preliminari.
Al momento, resta ancora segreto il luogo in cui Morsi sarebbe in custodia cautelare, almeno per una quindicina di giorni fintanto non sarà fatto un formale interrogatorio sulle accuse a suo carico. Tra queste: cospirazione con i radicali palestinesi di Hamas, omicidio, sequestro di persona, aggressione, distruzione di prove, danneggiamento aggravato, il tutto “deliberatamente e con premeditazione”.

Redazione