Confindustria: “Così in cinque anni le famiglie italiane hanno ridotto la spesa”

Spesa in un mercato ortofrutticolo (Peter Macdiarmid/Getty Images)

Il Centro Studi di Confindustria ha pubblicato oggi un rapporto su quella che viene definita “la spending review delle famiglie italiane”, nel quale si sostiene che la spesa media annua delle famiglie è stata ridotta nell’ultimo quinquennio, toccando nel 2012 quota 26.100 euro, con un taglio di 3.660 euro rispetto al 2007.

Diversi i fattori, secondo gli economisti dell’associazione degli industriali, che avrebbero causato questa riduzione; innanzitutto “il perdurare della crisi e la seconda recessione che ha colpito l’Italia dal secondo semestre 2011 hanno generato effetti gravi e profondi sulle possibilità di spesa delle famiglie”. Inoltre, 690mila posti di lavori persi in un quinquennio sono stati un duro colpo al bilancio di spesa delle famiglie.

Poi, l’aumento delle tasse ha “peggiorato i bilanci familiari e ridotto il reddito disponibile reale dell’11% tra 2007 e 2012”. Infine, c’è un calo della fiducia dei consumatori, ormai “ai minimi storici”. Tutto ciò – sostiene Confindustria – ha portato a una maggiore attenzione nei confronti di sconti e promozioni, oltre allo “scivolamento progressivo lungo la scala di prezzo dai prodotti di marca, a quelli commerciali, a quelli unbranded”.

Inoltre, le famiglie italiane comprano meno pane e cereali e c’è stata una drastica riduzione delle spese mediche, un quarto rispetto a cinque anni fa. In calo inoltre il consumo di pesce, vino, acqua minerale, olio, mentre è in controtendenza il dato sul consumo di birra, che è in aumento. Scende anche la spesa per l’abbigliamento, oltre che per i trasporti e quella del mercato auto, la cui crisi non sembra destinata ad arrestarsi.

Crolla la vendita di giornali e riviste, inoltre anche ristoranti, trattorie e agriturismi devono registrare un calo, meno forte del previsto, nei guadagni. Salgono soltanto le spese delle persone anziane e sole, che non rinunciano a servizi domestici, acquisto di carne e spese telefoniche.

Redazione online