Turismo, guerra di cifre tra Federalberghi e Confesercenti

Turisti in spiaggia a Rimini (NICO CASAMASSIMA/AFP/Getty Images)

La crisi continua a farsi sentire anche nel settore del turismo, anzi c’è una ripresa. Questo sembra essere il senso di due indagini, commissionate rispettivamente da Confeserventi e Federalberghi, che portano però a due risultati completamente opposti. L’associazione dei commercianti, infatti, ha segnalato una flessione dal 7 al 12%, fino a -15% le presenze negli alberghi; nello stesso tempo, gli albergatori sostengono che i clienti italiani sono in aumento dello 0,9% e gli stranieri del 3%.

Secondo Assoturismo-Confesercenti, in calo sarebbero non solo di alberghi, ristoranti e stabilimenti balneari con flessioni dall’8 al 10%, ma anche e soprattutto le agenzie di viaggio che dovranno porsi il problema di una drastica riduzione, con punte del 30%, del proprio giro d’affari. Inoltre, pesa la drastica riduzione del budget a disposizione dei vacanzieri, con un calo medio del 25%, oltre che la scelta, da parte dei turisti stranieri, di destinazioni più economiche.

Non la pensa così il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca: “Raggiunto il punto di frenata, stiamo lentamente risalendo”. In aumento, secondo l’associazione, i vacanzieri che decidono di restare in Italia, mentre anche in questo caso si prospetta un calo nel budget a disposizione, anche se molto meno sensibile, essendo di appena tre punti percentuali.

Ha proseguito Bocca: “Si evidenzia ancora un calo di fatturato dovuto ai prezzi più bassi e una flessione dei lavoratori. Non possiamo gridare al miracolo, ma possiamo dire come il turismo italiano riparta prima di altri settori produttivi, ben più considerati e incentivati. Il governo non deve perdere l’occasione finanziando una campagna promozionale dell’immagine Italia sia all’interno del Paese che nel resto del mondo”.

Redazione online