Denuncia della Corte dei Conti: “46 miliardi di euro il costo dell’evasione dell’Iva”

Il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino (screenshot Skytg24)

Nel corso della Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni negli esercizi 2011-2012, alla presenze del presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, i relatori Larosa e Falcucci hanno tra l’altro sostenuto: “Considerando il carico fiscale e contributivo sostenuto dalle imprese nelle diverse Regioni italiane, la sottrazione di base imponibile IVA, relativamente all’anno 2011, ammonterebbe a circa 250 miliardi di euro, con una conseguente perdita annua di gettito dell’ordine di circa 46 miliardi (pari al 28% del gettito potenziale d’imposta)”.

Prosegue l’analisi: “Analogamente, la sottrazione di base imponibile IRAP ammonterebbe, nella media del triennio 2008-2010, a circa 227 miliardi l’anno, con conseguente perdita annua di gettito regionale (prendendo a riferimento l’aliquota di base del 3,9%) dell’ordine di circa 9 miliardi (pari al 20% circa del gettito potenziale d’imposta)”.

Inoltre, “la propensione all’evasione fiscale è particolarmente diffusa nel Mezzogiorno (con livelli di incidenza superiori al 40% per l’ IVA ed al 30% per l’ IRAP), a fronte di livelli pressoché dimezzati nel Nord del Paese. Gli scostamenti si invertono, tuttavia, se si osserva il fenomeno in valori assoluti, in quanto, per effetto del maggior volume d’affari realizzato al Nord, la quota di reddito imponibile “evasa” al Sud e nelle Isole risulta relativamente più modesta”.

Si considera infine che “all’analisi dei dati comunicati dalle Regioni (escludendo i dati di Liguria e Sardegna, nonché i maggiori importi emersi per la Regione Lazio), nel 2012 l’esposizione debitoria delle Regioni ammonta a 46,82 miliardi di euro. Tale importo tiene conto anche del debito che grava sullo Stato. Rispetto all’anno precedente emerge una tendenza alla riduzione del debito (-3,5%). Anche il debito sanitario, nel biennio considerato, subisce una contrazione, passando da 15,09 miliardi di euro nel 2011 e a 14,58 miliardi di euro nel 2012 (-3,4%). I dati pervenuti relativi agli strumenti di finanza derivata registrano il medesimo trend riduttivo, evidenziando come l’uso di tali strumenti finanziari da parte degli Enti pubblici si stia man mano ridimensionando”.

Redazione online