Blocco degli stipendi, statali in rivolta

Consiglio dei Ministri del Governo Letta (Foto: Elisabetta Villa/Getty Images)

Nel corso del Consiglio dei Ministri di ieri, è stato approvato un regolamento che proroga al 31 dicembre 2014 il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. Si legge nella nota diffusa da Palazzo Chigi: “Il Consiglio ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che proroga il blocco della contrattazione economica e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti”.

Prosegue la nota: “Il provvedimento rende possibile però la contrattazione normativa per il pubblico impiego, così come espressamente richieste dalle Commissioni Parlamentari. L’adozione del regolamento si rende necessaria per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati già scontati sui saldi di finanza pubblica. Sussistono infatti condizioni di eccezionalità tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego, comunque con un orizzonte temporale limitato, come richiesto nei pareri delle Commissioni parlamentari che hanno espresso parere favorevole sul provvedimento con la condizione che si sblocchi la contrattazione normativa.

In particolare vengono prorogati “il blocco dei trattamenti economici individuali; la riduzione delle indennità corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei Ministri e l’individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali; il limite massimo e la riduzione dell’ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale; i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico”.

Dura la reazione dei sindacati di base dei dipendenti pubblici: “I lavoratori pubblici non ci stanno ad essere rosolati a fuoco lento e il 18 ottobre parteciperanno allo sciopero generale convocato dalla Confederazione Usb, scendendo in piazza con rabbia e determinazione”. Mimmo Pantaleo, segretario della Flc Cgil, in un’intervista al ‘Manifesto’ sottolinea: “Il governo vuole prorogare il congelamento fino a tutto il 2014. Noi siamo assolutamente contrari a questa ipotesi: vogliono usare i soldi dei lavoratori per risanare il bilancio, per riforme inique dell’Imu, per gli F35 o cosa? Di tutto si parla tranne che di una seria patrimoniale. È un attacco al contratto nazionale, che parte dal pubblico per estendersi agli altri”.

Accusa Pantaleo: “Il Pd quando era all’opposizione ha sempre portato avanti richieste simili alle nostre. Da quando è al governo, con questo particolare governo, fa cose completamente diverse. O meglio, non fa. Il problema è che non si fanno scelte, non si fanno politiche per il lavoro.
Questo governo quindi è meglio che cada, o che resti in piedi per darvi qualche risposta?
Il sindacato non sceglie i governi, si confronta con loro. Io non sono per la governabilità a tutti i costi. Se cambiassero decisamente passo, se facessero cose che finora non hanno fatto, andrebbe bene: ma certo, avendo dentro il Pdl, che è stato il responsabile di politiche disastrose per il lavoro e i diritti, la vedo molto dura. Facciano politiche per l’istruzione, l’industria, il pubblico, i lavoratori. Non vedo alternative”.

I confederali, in una nota, giudicano quello del governo “un minimo passo in avanti, certo non sufficiente, che tuttavia consentirà la ripresa delle trattative dopo 4 anni di blocco e di affrontare in modo serio la regolamentazione di istituti giuridici che le recenti riforme avevano sottratto all’autonomia negoziale”. Concludono Cgil-Cisl-Uil: “Non rinnovare il contratto e pretendere che questi stessi lavoratori, in condizioni così difficili, efficientino e modernizzino le nostre pubbliche amministrazioni, è quantomeno irrealistico”.

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