Delitto di Yara Gambirasio, fermato il mitomane delle scritte in chiesa

Yara Gambirasio (screenshot SkyTg24)

E’ stato fermato nel primo pomeriggio di oggi “Mario”, l’uomo che avrebbe lasciato nei giorni scorsi delle scritte in una chiesa e avrebbe poi inviato una missiva, accompagnata da una telefonata per prendersi le responsabilità del delitto di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra trovata morta in un campo di Chignolo d’Isola nel novembre 2011.

L’uomo, fermato nei pressi della sede de ‘L’Eco di Bergamo’, avrebbe circa 60 anni e sarebbe un ex collaboratore di giustizia, originario del sud Italia ma residente a Bergamo, attualmente senza protezione e con precedenti per spaccio. Già in passato, l’uomo si era reso protagonista di episodi del genere, quando si era presentato alle forze dell’ordine, millantando di conoscere particolari su molti fatti di cronaca opera della malavita locale.

Prima di essere fermato dalla polizia, ai giornalisti del quotidiano bergamasco l’uomo avrebbe provato a spiegare di essere stato frainteso, indicando di voler semplicemente attirare l’attenzione su una serie di particolari a lui noti e che, a suo avviso, in qualche modo potrebbero essere collegati alla morte dell’adolescente di Brembate di Sopra.

Sarebbe dunque lui l’uomo che sabato scorso aveva scritto sul registro della chiesa di Rho, in provincia di Milano: “Vi prego, informate la polizia di Bergamo: qui è passato l’omicida di Yara Gambirasio. Che Dio mi perdoni!”. In seguito, martedì, il cappellano dell’ospedale di Rho, don Antonio Citterio, sotto lo zerbino della porta di casa aveva trovato una busta contenente una lettera con scritto: “Sono stato io a scrivere il messaggio sul libro delle preghiere in chiesa”.

Infine una telefonata al centralino dello stesso nosocomio: “Buongiorno, mi chiamo Mario, sono malato di cancro. Sono io l’autore del messaggio in chiesa su Yara. Volevo solo sapere se il cappellano ha ricevuto la mia lettera”. Oggi, la verità sul sedicente “Mario”, fermato dalla polizia, anche se ora gli investigatori dovranno far luce sul perché di questi gesti.

Redazione online