Cgia Mestre: se cade il governo le tasse aumenteranno di 7 miliardi

Portafoglio con banconote di euro (Getty Images)

La Cgia di Mestre lancia l’allarme: se il governo guidato da Enrico Letta dovesse cadere, per gli italiani arriverebbe un aumento di 7 miliardi di euro di tasse. E’ quanto prevede la Cgia di Mestre, calcolando il pagamento dell’Imu sulla prima casa, finora solo rinviato dal governo, l’aumento dell’Iva, spostato per ora da luglio a ottobre, e l’introduzione della Tares, la nuova tassa sui rifiuti, anche questa finora soltanto rimandata. Infatti, se il governo, già in precario equilibrio, non dovesse tenere, tutte queste tasse e imposte scatterebbero automaticamente, con un aggravio per le famiglie compreso tra i 149 e i 388 euro.

“Nella malaugurata ipotesi che il premier Letta fosse costretto a rassegnare le dimissioni, gli italiani subirebbero una vera e propria stangata soprattutto nell’ultimo quadrimestre di quest’anno“, avverte il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi.

Per quanto riguarda l’Imu, se il governo Letta cadesse a breve, i proprietari di prima casa dovranno pagare entro il 16 settembre prossimo la prima rata dell’imposta e a dicembre il saldo. Stessa cosa vale anche per i proprietari di terreni, fabbricati rurali e alle unità immobiliari appartenenti alle cooperative a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale. In quest’ultimo caso si tratta di 770,6 milioni di euro che andrebbero ad aggiungersi ai 4 miliardi di euro dell’Imu sulla prima casa.

Per quanto riguarda l’aliquota ordinaria Iva del 21% (già aumentata di un punto percentuale – dal 20 al 21% – a partire dal 17 settembre 2011), il previsto aumento al 22%, che doveva partire il 1° luglio di quest’anno, è stato al momento rimandato dal governo al 1° ottobre. Se non fosse predisposto un nuovo rinvio, l’aumento di un punto percentuale dell’aliquota Iva scatterà in automatico, pesando sui cittadini per un miliardi di euro in più.

Infine l’introduzione della nuova imposta per l’asporto e lo smaltimento dei rifiuti, la Tares, che dovrebbe portare ad un gettito di 1,94 miliardi di euro in più rispetto alla tassa sui rifiuti del 2012. Di questa cifra, un miliardo, stando ai calcoli della Cgia, proverrebbe dalla maggiorazione della nuova tassa per la copertura dei servizi indivisibili dei Comuni: 0,3 euro al metro quadrato. I restanti 943 milioni proverrebbero dall’aggravio minimo dovuto dalla differenza tra il costo del servizio di smaltimento rifiuti (derivante dai bilanci dei Comuni) e il gettito Tia/Tarsu contabilizzato l’anno scorso. Questo perché il gettito della Tares deve garantire la copertura integrale dei costi di asporto e smaltimento dei rifiuti.

Redazione

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