Situazione esplosiva in Egitto: si attende lo sgombero dei manifestanti pro Morsi. Scontri tra cristiani e musulmani

Scontri al Cairo, Egitto (Foto: Ed Giles/Getty Images)

La situazione in Egitto è sempre più preoccupante. Mentre si attende lo sgombero delle piazze del Cairo dai manifestanti che sostengono il deposto presidente Mohamed Morsi, sono scoppiati nuovi scontri tra musulmani e cristiani copti.

“La situazione è quella di una attesa molto nervosa. Non si sa bene come si svolgeranno le prossime ore, di fronte a manifestazioni – quasi accampamenti – organizzate dai Fratelli Musulmani, e a dichiarazioni dell’esercito di voler sgomberare queste manifestazioni”, ha dichiarato oggi il Ministro degli Esteri Emma Bonino. “Sgomberare queste piazze, per come sono organizzate – ha spiegato Bonino -, vuol dire usare mezzi militari anche pesanti, e il rischio di un bagno di sangue è chiaro”, ha avvertito.

In seguito all’ultimatum dell’esercito egiziano ai sostenitori di Morsi di sgomberare le piazze, a cui è seguito il rifiuto di questi, la polizia sarebbe pronta ad usare la forza contro i manifestanti. Lo hanno riferito fonti della sicurezza egiziana. La polizia starebbe solo aspettando l’ordine di intervenire. E le conseguenze rischiano di essere drammatiche.

Nel frattempo, oggi si sono verificati nuovi scontri tra musulmani e cristiani. Nel villaggio di El-Dyabeya, nel governatorato di Beni Suef, a circa un centinaio di chilometri a sud del Cairo, un gruppo di islamici ha incendiato alcune case e la porta di una chiesa. A scatenare la violenza sarebbe stata una lite per motivi di vicinato tra un esponente del partito islamista al Gamaa al Islamiya e un cristiano copto. Negli scontri, poi sedati dalle forze di sicurezza, sono rimaste ferite 15 persone.

La scorsa notte un raid aereo contro “un gruppo terroristico” è stato compiuto sulla penisola del Sinai. Lo hanno riferito i militari egiziani, spiegando che l’attacco è stato condotto contro alcuni miliziani islamici che avevano ucciso diversi agenti di polizia e dell’esercito. Il raid ha provocato “25 tra morti e feriti”, ha riferito il portavoce dell’esercito, colonnello Ahmed Aly, e nei bombardamenti è stato distrutto anche un deposito di armi.

Redazione

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