Cgia: spesa pubblica aumentata del 69% in quindici anni

Piazza Montecitorio, Roma (Getty images)

Uno studio dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre sulla spesa pubblica in Italia evidenzia, negli ultimi quindici anni, un aumento della spesa pubblica al netto degli interessi sul debito del 68,7%, pari ad un aumento di quasi 296 miliardi.
E’ quanto avrebbe stimato la Cgia che sottolinea come alla fine del 2013, le uscite, al netto degli interessi, ammonteranno a 726,6 miliardi.

Parallelamente, lo studio mostra un aumento del entrate fiscali del 52,7% che comprendono solo tasse, imposte, tributi e contributi.
A fronte di un aumento di 240,8 mld, il gettito complessivo nel 2013 ammonterà a 698,26 miliardi
Un incremento del 58,8%, in cui tuttavia, come riporta l’Ansa, se viene analizzato il trend delle tasse locali si evidenzia un +204,3% di aumento delle tasse, pari, in termini assoluti, a +74,4 miliardi di euro, con un gettito che nel 2013 sfiorerà gli 111 miliardi.
Le tasse centrali sarebbero invece incrementate del 38,8%, circa +102,6 miliardi in valore assoluto anche se nel 2013 le entrate di competenza dello Stato ammonteranno a 367 miliardi di euro.
Gli importi, sottolinea la Cgia, sono a prezzi correnti che includono anche l’inflazione.

Lo studio mostra come la spesa pubblica, al netto degli interessi, sia stata superiore alle entrate fiscali, sebbene quest’ultima a livello locale la tassazione sia cresciuta.
Questa tendenza avrebbe comportato un aumento generale del carico fiscale generale, mentre la spesa pubblica complessiva ha contribuito ad aumentare il nostro debito pubblico.

Infine, come riporta l’Ansa, la Cgia ha sottolineato di aver preso come anno di partenza, l’anno in cui fu approvata la prima legge Bassanini con la quale fu dato avvio al federalismo amministrativo e alla semplificazione burocratica.
Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi afferma che “pare evidente che qualcosa non ha funzionato. Se i rapporti tra i cittadini e la Pubblica amministrazione sono oggettivamente migliorati, in materia di federalismo le leggi Bassanini e le riforme che sono state realizzate successivamente non hanno partorito i risultati che tutti ci aspettavamo. Ricordo che in Europa i Paesi federali – come la Germania, la Spagna, il Belgio o l’Austria – presentano un costo complessivo della macchina pubblica pari alla metà di quello registrato dai Paesi unitari. In Italia, invece, in questi ultimi 15 anni abbiamo assistito solo ad un processo di decentramento di una parte della spesa e delle entrate, con il risultato che sia l’una sia l’altra sono aumentate a dismisura”.

Redazione