Siria: l’inviato ONU, Brahimi, conferma le prime supposizioni degli ispettori: armi chimiche usate a Ghouta

Lakhdar Brahimi (Getty Images)

L’inviato dell’ONU in Siria, Lakhdar Brahimi, ha rilasciato le prime dichiarazioni ufficiali delle Nazioni Unite in merito al lavoro svolto dagli ispettori che stanno indagando sul presunto uso di armi chimiche. Secondo quanto riportato da Associated Press, Brahimi, avrebbe detto che i primi risultati lasciano presagire che sono stati usati gas tossici nei pressi di Damasco la scorsa settimana. Lo stesso inviato ONU ha poi commentato la vicenda dicendo che “quanto è successo a Ghouta dovrebbe portare al successo dei colloqui di Ginevra 2”.

Lo stesso Brahimi aveva poche ore prima intrattenuto un dialogo con il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Durante la conversazione telefonica che è stata resa nota dal dipartimento moscovita, Lavrov ha ribadito la posizione della Russia, secondo la quale un intervento militare in Siria avrebbe il solo effetto di destabilizzare ulteriormente la situazione, senza risolvere nulla. Brahimi e il ministro del Cremlino si sono trovati d’accordo nel dire che è necessaria, in questo momento, un’azione marcatamente responsabile.

 

Redazione online