Berlusconi incontra Pannella a Palazzo Grazioli, poi pranzo di lavoro con Alfano

Silvio Berlusconi (GABRIEL BOUYS/AFP/Getty Images)

Il presidente del Pdl Silvio Berlusconi ha anticipato a questa mattina il suo ritorno, inizialmente previsto per lunedì, nella residenza romana di Palazzo Grazioli, dove nella prima mattinata di oggi ha incontrato lo storico leader dei Radicali italiani Marco Pannella, al quale ha confermato che il suo partito garantirà l’appoggio ai referendum sulla giustizia, che riguardano tra l’altro la separazione delle carriere dei magistrati, tema molto caro al centrodestra.

Sul suo blog, il senatore del Pd Corradino Mineo ha avallato l’ipotesi che Berlusconi abbia incontrato Pannella perché “vuol far propri i quesiti referendari dei radicali” e lancia un invito: “Li firmi, i referendum, e vada agli arresti come semplice cittadino. Sarebbe un onore, per lui, finire da radicale, una carriera costellata di successi ma che rischia di lasciare solo macerie”. Spiega però l’ex direttore di Rainews24: “Berlusconi resterà un radicale alla rovescia, uno che vuol dimostrare come in Italia giustizia non possa esser fatta, se c’è di mezzo un potente”.

All’ora di pranzo, invece, Berlusconi incontrerà il segretario di partito, vicepremier e ministro degli Interni, Angelino Alfano, con il quale traccerà presumibilmente un bilancio dell’azione di governo. Verranno inoltre analizzati, con ogni probabilità, gli aspetti riguardanti la riunione della Giunta per le autorizzazioni del Senato, che si incontrerà il prossimo 9 settembre, proprio per decidere sulla decadenza di Berlusconi dallo scranno di senatore, dopo la sentenza definitiva della Cassazione.

Non è escluso che sia l’ex premier in persona, nei prossimi giorni, a incontrare autorevoli esponenti del Partito Democratico, proprio per discutere della questione riguardante la sua decadenza da senatore e cercare un accordo, anche in virtù delle parole pronunciate da Luciano Violante, che ha sostenuto l’ipotesi che la legge Severino possa essere valutata dalla Corte Costituzionale, per verificarne gli effetti retroattivi.

Redazione online