Siria: Obama dal Rose Garden annuncia una consultazione in Congresso per l’intervento militare

Barack Obama (Foto: SAUL LOEB/AFP/Getty Images)

Il presidente statunitense Barack Obama ha parlato alla nazione per riferire alcuni aggiornamenti sulla questione dell’utilizzo di armi chimiche in Siria ed ha comunicato le prossime intenzioni del suo governo in merito a un intervento militare.  La conferenza di Obama si è svolta presso il Rose Garden della residenza di Washington. Doveva iniziare alle 19:15 (13:15 ora locale), ma è slittato di  e, anche per questo, ha catalizzato l’attenzione dei cittadini americani come quella della stampa mondiale.

“Ospedali pieni di vittime, immagini terribili di morti e più di 1000 persone uccise, diverse centinaia di cui bambini”, con queste immagini Obama ha introdotto il suo discorso. “Questo attacco è un assalto alla dignità umana ed è un grave pericolo per la nostra sicurezza nazionale”, ha proseguito l’inquilino della Casa Bianca paventando “un’escalation nell’uso di armi chimiche”.

Scendendo nel merito della discussione sull’intervento in Siria, il presidente americano ha affermato: “Gli Stati Uniti devono intervenire militarmente contro il regime di Assad. Il nostro intervento sarà studiato per avere una portata limitata. Il nostro esercito si è posizionato nella regione. Sono stato informato che sono pronti quando sceglieremo. Sono pronto a dare quest’ordine. Ma avendo preso questa decisione come Comandante in Capo tengo presente che sono presidente anche della piàù anziana costituzione al mondo e quindi ho preso una seconda decisione”. “Cercherò l’autorizzazione da parte dei rappresentanti del popolo americano nel Congresso – ha proseguito – Nei prossimi giorni l’amministrazione sarà pronta a dare ai parlamentari tutto quello di cui hanno bisogno per capire cosa è successo in Siria. Andremo avanti senza l’approvazione dell’ONU che fin qui è stato completamente paralizzato”.

Obama ha poi riferito le proprie preoccupazioni in merito alla possibilità di un voto negativo che potrebbe riproporre a Washington quanto successo a Londra, ma ha fatto sapere che, pura avendo l’autorità per prendere una decisione in autonomia rispetto al Congresso, è convinto che l’azione degli USA sarebbe più incisiva se la scelta verrà fatta dall’intera istituzione parlamentare.

“Il nostro paese arriva da un periodo di guerra e io sono stato eletto per porre fine. Ma che messaggio manderemmo se permettessimo che un dittatore uccida bambini con gas senza essere punito? Che sia chiaro, ci sono implicazioni al di là della guerra chimica”, ha aggiunto. “So bene che la guerra per noi è stata dura. Ma noi siamo gli Stati Uniti e non possiamo volgere le spalle a quello che succede a Damasco. Dalle ceneri della II guerra mondiale abbiamo costruito un ordine mondiale”.

 

Redazione online