Val Susa, Erri De Luca contro il procuratore Caselli: “Esagera”

Erri De Luca (MARCO LONGARI/AFP/Getty Images)

Per lo scrittore Erri De Luca, sul movimento No Tav il procuratore di Torino Giancarlo Caselli “esagera”. Così l’autore di “Non ora, non qui” e di decine di altri libri si è espresso in un’intervista telefonica all’Huffington Post, sostenendo, a proposito dei recenti arresti, che “la Tav va sabotata. Ecco perché le cesoie servivano: sono utili a tagliare le reti. Nessun terrorismo”.

Secondo lo scrittore campano, la scelta di proseguire coi lavori sulla linea Torino-Lione “non è una decisione politica, bensì una decisione presa dalle banche e da coloro che devono lucrare a danno della vita e della salute di una intera valle. La politica ha semplicemente e servilmente dato il via libera”. Erri De Luca ritiene inoltre che la Tav non verrà mai realizzata e spiega:”Ora l’intera valle è militarizzata, l’esercito presidia i cantieri mentre i residenti devono esibire i documenti se vogliono andare a lavorare la vigna”.

Ha concluso Erri De Luca: “Hanno fallito i tavoli del governo, hanno fallito le mediazioni: il sabotaggio è l’unica alternativa. Arriverà un governo che prenderà atto dell’evidenza: la valle non vuole i cantieri. E finalmente darà l’ordine alle truppe di tornare a casa”.

Oggi intanto, ‘La Stampa’ di Torino ha intervistato Giuseppe Benente, un imprenditore di Bussoleno, che ha denunciato un boicottaggio nella sua azienda, accusando: “I No Tav dicono che noi imprenditori siamo mafiosi ma quelli che bruciano sono i nostri mezzi. Una parte del movimento vuole imporre le proprie ideologie con la violenza. Chi non si piega, viene distrutto. Più cala il consenso popolare contro il Tav, più sale il livello della violenza”.

Ha concluso l’imprenditore: “I miei figli vivono qui, a Bussoleno, sono cresciuti assieme agli stessi ragazzi che indossano i cappucci per gli attentati o che giustificano ogni forma di violenza. No. Adesso basta. Non riusciamo più a lavorare. Entro pochi giorni chiudo tutto, risolvo le situazioni dei miei operai e me ne vado. Mi dedicherò ad altro. Ma non qui. Qui è impossibile”.

Redazione online