Egitto, l’ex presidente Morsi rinviato a giudizio per istigazione all’omicidio

Il deposto presidente egiziano Mohamed Morsi (Foto: Mark Wilson/Getty Images)

E’ stato rinviato a giudizio insieme ad altri 14 esponenti dei Fratelli musulmani, il presidente egiziano deposto Mohamed Morsi, accusato di aver incitato all’uccisione di manifestanti durante gli incidenti avvenuti davanti al suo palazzo nello scorso dicembre. A renderlo noto, attraverso i media filogovernativi, il procuratore generale Hesham Barakat.

Nel corso degli scontri di dicembre, avevano perso la vita sette persone, uccise dai sostenitori del presidente Morsi. Nel frattempo il governo egiziano, sostenuto dai militari, oltre che da gruppi religiosi e da diverse formazioni politiche, ha nominato i cinquanta membri della Costituente, chiamati principalmente ad eliminare dalla Carta Costituzionale tutti quegli articoli ritenuti di matrice islamica, che erano stati introdotti dal governo guidato dai Fratelli Musulmani.

Ancora una volta, si teme che l’Assemblea Costituente possa rendere illegale la Fratellanza Musulmana, il che comporterebbe, con molta probabilità, un nuovo inasprimento della situazione nel Paese nordafricano. Domani, intanto, sotto lo slogan “Il golpe è terrorismo”, torneranno a scendere in piazza i sostenitori dell’ex presidente Morsi, per una mobilitazione che coinvolgerà nuovamente le principali città egiziane.

Redazione online