Papa Francesco invita i giovani ad animarsi per trasformare il mondo

Papa Francesco (Foto: Spencer Platt/Getty Images)

Nell’udienza che si è tenuta questa mattina in Piazza San Pietro a Roma, erano in molti ad accogliere il Papa dopo la pausa estiva.
L’arrivo di Papa Francesco in jeep è stato come sempre alternato dai saluti rivolti sopratutto ai bambini.
Un’udienza sulla quale senza ombra di dubbio ha gravato il clima di tensioni internazionali dovute alla questione dell’intervento militare in Siria. Tanto che il Papa ha concluso la cerimonia invitando alla pace: “Si alzi forte in tutta la terra il grido della pace”.

Ma nell’udienza di oggi il Papa si è rivolto sopratutto ai giovani incentrando il tema sulla catechesi della Giornata mondiale della Gioventù che si è svolta in Brasile: “Ragazzi e ragazze dovete trasformarvi in speranza e aprire le porte verso un mondo nuovo. Questo è il vostro compito”, ha detto il Papa evidenziando che c’è “un cuore giovane, che accoglie l’amore di Cristo, si trasforma in speranza per gli altri, è una forza immensa”.
Il Papa ha poi interpellato la folla chiedendo se “volete essere speranza per tutti noi?”, al quale è seguito un lungo “si” da parte dei ragazzi.

“Accoglienza, festa e missione siano anima della nostra vita e di quella delle nostre comunità”. Parole forti in cui la forza delle fede e sopratutto i valori di umiltà e solidarietà trasmessi dall’immagine di Cristo emergono dalla cerimonia.
Dopo la lettura del Vangelo, il Santo Padre ha parlato della sua esperienza in Brasile: “Brava gente, questi brasiliani, hanno davvero un grande cuore”.
“La Chiesa è una rete di amicizie in Gesù Cristo. Accoglienza è la prima parola che emerge dal viaggio in Brasile. L’altra parola è festa, segno per tutti, non solo per i credenti. Poi c’è la festa della fede. Senza l’amore di Dio non c’è vera festa per l’uomo”. Ed è dunque la gioia che dev’essere il testimone della fede ma anche la sua “missione” di diffondere il verbo di Dio.

“Il terzo elemento è la missione“. Infatti, il Papa ha ricordato il mandato di Gesù “andate e fate discepoli tutti i popoli” aggiungendo “fino alle estreme periferie dell’esistenza” come fu la visita di Bergoglio nelle favelas di Rio de Janeiro.

“Solo con Cristo noi possiamo portare il Vangelo, senza di lui non possiamo fare nulla. Volete essere una speranza per la Chiesa? Avete il coraggio di raccogliere questa sfida? Vi animate ad essere questa forza di amore che ha il coraggio di trasformare il mondo? Un cuore giovane si trasforma in speranza per gli altri voi dovete trasformarvi in speranza, aprire le porte per un nuovo mondo di speranza”, ha poi sottolineato il Santo Padre chiedendo ai giovani di farsi carico e forza nel testimoniare la fede.

“Cari amici- ha infine concluso il Papa- l’esperienza della GMG ci ricorda la vera grande notizia della storia, la Buona Novella, anche se non appare nei giornali e nella televisione: siamo amati da Dio, che è nostro Padre e che ha inviato il suo Figlio Gesù per farsi vicino a ciascuno di noi e salvarci. Ha inviato Gesù a salvarci, a perdonarci tutto, perché Lui sempre perdona: Lui sempre perdona, perché è buono e misericordioso. Ricordate: accoglienza, festa e missione. Tre queste parole: accoglienza, festa e missione. Queste parole non siano solo un ricordo di ciò che è avvenuto a Rio, ma siano anima della nostra vita e di quella delle nostre comunità. Grazie!”.

Redazione