Intervento militare in Siria, Bonino: no senza ok Onu. La maggioranza dei francesi contraria

Emma Bonino (YASSER AL-ZAYYAT/AFP/Getty Images)

Pur riconoscendo l’importanza dell’alleanza con gli Stati Uniti, ritenuta “strategica”, il Ministro degli Esteri Emma Bonino ha ribadito la “differenza sul metodo di reazione” alla crisi siriana. Senza il via libera del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, l’intervento militare è “impensabile”, ha affermato Bonino da Vilnius, in Lituania, dove si sono incontrati i ministri degli Esteri dell’Unione europea.

“Il sostegno politico c’è e c’è sempre stato”, ha sottolineato il ministro degli Esteri, mentre “il sostegno militare è possibile solo con la delibera del Consiglio di sicurezza“. “Se poi mi vogliono far passare per anti-americana, a me poverina…”, ha commentato Emma Bonino allargando le braccia.

Il ministro ha poi aggiunto che la stessa Francia, prima di dare il proprio sostegno ad un intervento militare, aspetterà il rapporto conclusivo degli ispettori dell’Onu, che nei giorni scorsi si sono recati in Siria alla ricerca di prove sull’uso di armi chimiche da parte del presidente Bashar al Assad. Una decisione che era stata annunciata ieri al G20 di San Pietroburgo dal presidente francese François Hollande e che è stata confermata a Vilnius dal suo ministro degli Esteri, Laurent Fabius. Emma Bonino ha affermato che l’Italia condanna il regime di Assad e che le prove raccolte dai vari Paesi sull’uso di armi chimiche “puntano in direzione” del presidente siriano. Tuttavia serve una verifica più approfondita, anche attraverso il lavoro degli ispettori Onu, che il ministro italiano ha invitato a “non delegittimare”.

Nel riportare la linea dell’Unione europea sulla crisi siriana, Bonino ha detto: “Condividiamo l’indignazione per l’uso di armi chimiche e la convinzione che ciò non si debba ripetere e che i responsabili debbano risponderne dinanzi la Corte penale internazionale“, ma, ha ripetuto, “concordiamo nell’idea di aspettare il rapporto degli ispettori Onu sull’utilizzo delle armi chimiche e le conseguenti decisioni del Consiglio di sicurezza“. Una “linea univoca uscita dalla riunione dei ministri Ue”, che secondo la titolare della Farnesina “conferma la linea da sempre sostenuta dall’Italia: senza una delibera del Consiglio di sicurezza, pur esprimendo solidarietà politica agli Stati Uniti, l’Italia non dà l’assenso all’intervento armato“.

Il ministro degli Esteri italiano ha infine auspicato che il lavoro degli ispettori Onu si concluda entro “una-due settimane” e che anche il presidente Usa Barack Obama attenda il loro rapporto prima di agire.

Per quanto riguarda la Francia, un sondaggio pubblicato sul quotidiano “Le Figaro” e realizzato dall’istituto Ifop rivela che il 68% dei francesi è contrario ad un intervento militare del loro Paese in Siria.

Redazione