Pdl: le nuovi correnti interne al partito. Giovanardi: “Forza Italia fuori dal Ppe”

Carlo Giovanardi e Silvio Berlusconi (getty images)

Il partito del Pdl sembra aver superato una prima fase della crisi con la divisione interna tra i parlamentari sul voto di fiducia al governo Letta che si è tenuto ieri: al momento nessuna scissione ufficiale all’interno del Pdl sebbene il senatore Carlo Giovanardi abbia sottolineato che il divorzio tra le due ali del Pdl è stato sancito dalla nascita della nuova Forza Italia: “Sono loro gli scissionisti”. Ma, in merito alla formazione di due gruppi parlamentari separati “tra Camera e Senato non c’è nulla” al momento.

DISSIDENTI
Nei prossimi giorni i cosiddetti i “dissidenti” decideranno se far nascere un nuovo gruppo: “Se siamo la maggioranza si chiamerà Pdl”, afferma Giovanardi.
“Il gruppo al Senato lo facciamo perché Forza Italia non verrà accolta nel Ppe. Lo dice pure la Merkel. Sarà un partito con delle caratteristiche incompatibili con i Popolari europei”, prosegue il senatore Pdl in un’intervista a La Zanzara su Radio 24.

Una tesi sostenuta anche dall’ex presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni: “Ieri sera eravamo 70 in tutto e altre adesioni sono arrivate in mattinata e altre arriveranno nel pomeriggio, la nostra linea sta diventando la linea maggioritaria nel Pdl. Stiamo lavorando dentro il Pdl e se il cambiamento può strutturarsi dentro il gruppo di Pdl o di Forza Italia noi riusciamo a cambiare la linea in modo determinante”
Al momento però l’idea di abbandonare il Pdl è sospesa: “Lottiamo dall’interno perché passino i nostri tre punti: appoggio al governo Letta, creare una struttura democratica del partito in cui, ad esempio, i coordinatori non si nominano dall’alto ma vengano scelti dal basso, il Pdl deve esser coerente con la linea del Ppe”, sostiene Formigoni.

Anche Carlo Giovanardi sembra determinato a rinnovare in parte le forze interne del partito: “Ieri è stata una grande giornata. Al Senato noi non siamo i dissidenti, anzi abbiamo noi la maggioranza del gruppo. Nei prossimi giorni faremo delle verifiche. Quello che è certo che Forza Italia non sta nel Partito Popolare Europeo”, ha affermato Giovanardi a Radio Capital.
“Da Berlusconi è arrivata una decisione saggia quelli come Brunetta e Santanché lo avevano indotto a fare errori madornali ma lui è intelligente. Ha preso atto del fatto che non c’era una base per la sfiducia. Non è che si sia piegato ad Alfano, si è reso conto del fatto che la linea dei falchi era rovinosa. Silvio Berlusconi è un grande leader, un grande amico e lo difenderò contro la mascalzonata della decadenza” prosegue il senatore che in merito alla domanda se rinascerà la Dc commenta “nulla rinasce pari a prima. Letta viene dalla Dc, Alfano viene dalla Dc. Questo è un paese che ha una storia che non si può cancellare, non si inventano classi dirigenti e l’indole di un popolo dalla sera alla mattina”.

PPE MODENA
Intanto a Modena ieri è nato il “comitato per il pdl”, la sezione italiana del partito popolare europeo (Ppe), guidato appunto da Giovanardi e il vicepremier Angelino Alfano : “Il comitato chiede alla dirigenza modenese del Pdl e al senatore Carlo Giovanardi di adoperarsi in ogni sede in questa direzione (il Ppe) affinché l’esperienza di un partito costola italiana del Ppe non venga dispersa ma valorizzata per essere una reale alternativa alla sinistra, ciò non appena l’esperienza del governo delle cosiddette larghe intese avrà esaurito il suo compito”.

LE CORRENTI INTERNE AL PDL
Un articolo pubblicato dal Solo24Ore ha illustrato le varie correnti “quasi-scissioniste” interne al Pdl.
Tra queste vi sarebbero i cosiddetti “scissionisti” che si evidenziano nelle figure di Fabrizio Cicchitto, sostenitori della necessità di formare nuovi gruppi alla Camera e al Senato, Formigoni e Giovanardi.

Ma nel fronte Pdl appaiano anche gli Alfaniani definiti dal quotidiano “i meno avanguardisti degli scissionisti e più cauti sulla formazione dei nuovi gruppi”.Tra loro si registrano il sottosegretario siciliano alle politiche agricole Giuseppe Castiglione, Enrico Costa, Peppino Calderisi e l’ex relatore sulla decadenza di Berlusconi Andrea Augello.
In questo gruppo soprannominato la “Lista dei 23” apparterebbero: Gioacchino Alfano, Paolo Alli, Maurizio Bernardo, Dorina Bianchi, Antonino Bosco, Raffaele Calabrò, Riccardo Gallo, Vincenzo Garofalo, Dore Misuraca, Antonino Minardo, Alessandro Pagano, Filippo Piccone, Vincenzo Piso, Sergio Pizzolante, Eugenia Roccella, Barbara Saltamartini, Rosanna Scopelliti, Paolo Tancredi e Raffaello Vignali.

Ma nel panorama emergono anche i “Falchi“, intesi come i “fedelissimi del Cavaliere” guidati da Denis Verdini, la “pitonessa” Daniela Santanchè, l’avvocato Niccolò Ghedini, l’ex ministro Sandro Bondi, il capogruppo alla Camera Renato Brunetta e l’ex portavoce del partito Daniele Capezzone. In questa lista non potevano mancare gli ex Idv Antonio Razzi e Domenico Scilipoti e il senatore Lucio Malan.

Infine, come riporta il Sole 24 ore, il Pdl conta anche su i “Pontieri” ovvero coloro che intendono ricucire il partito e che contano sul ruolo di mediazione di Maurizio Gasparri e Altero Matteoli (entrambi provenienti dalle file di Alleanza nazionale).

Redazione