Tragedia naufragio immigrati: almeno 94 morti tra i quali donne incinte e bambini

Guardia Costiera (Pool/Getty Images)

Sconforto, rabbia, disperazione ma anche impotenza: sono alcuni dei sentimenti che si sovrappongono in queste ore tra i soccorritori della Guardia Costiera, i volontari e i cittadini di Lampedusa dove questa mattina si è verificata una tragedia definita “immane” provocata dal naufragio di un’imbarcazione di migranti in cui, secondo le ultime informazioni, un centinaio di persone hanno perso la vita, tra le quali donne incinte e bambini, di cui uno di tre anni.

Dati ancora provvisori, confermati dal Sindaco di Lampedusa, Giusy Nicolini, che nell’intervista rilasciata a Rainews sembra provata e amareggiata nel comunicare i numeri delle vittime. Il Sindaco ha anche confermato che uno degli scafisti è stato fermato. Secondo il Sindaco, potrebbe essere di nazionalità tunisina.

Secondo le prime ricostruzioni di questa tragedia umana, il naufragio sarebbe stato provocato da un incendio scoppiato sulla nave dopo che gli immigrati avevano acceso un fuoco a bordo per segnalare la loro presenza.
“Il barcone su cui viaggiavano i migranti si è inabissato”, ha detto la comandante Segreto.

Il barcone sul quale viaggiavano 500 persone era a circa mezzo miglio dall’Isola dei Conigli, a Lampedusa. Secondo il sindaco di Lampedusa i migranti sarebbero originari dell’Africa subshariana, forse somali.

Al momento le squadre di soccorso della Guardia Costiera stanno ancora mettendo in salvo le persone finite in acqua: le fonti parlano di un centinaio di persone.

Una sessantina di immigrati sono stati recuperati da un peschereccio italiano, “Angela C.”, che questa mattina alle ore 7.20 ha lanciato l’allarme insieme a un altro peschereccio che è rimasto nell’area con due motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza, per soccorrere gli altri naufraghi.
Per le operazioni di salvataggio è stata messa in opera una vera e propria task force: sul posto stanno giungendo due elicotteri e almeno un’altra motovedetta.
Tra i 158 naufraghi tratti in salvo, ci sono almeno una trentina di bambini, tra cui uno di due mesi, e tre donne incinte.
Un centinaio di persone sono state sottoposte invece alle prime cure: molti hanno sintomi di ipotermia.
Al momento si parla ancora di un numero indefinito di persone ancora disperse, forse oltre 280 persone.

Ma le testimonianze delle persone intervenute sul posto sono piuttosto sconfortanti e lasciano presagire che il bilancio con molte probabilità sarà destinato a salire: “Ci sono morti ovunque. Sono decine i cadaveri, molti galleggiano. Sembra un incubo”, ha dichiarato un soccorritore.

Redazione