Papa Francesco ad Assisi: la Chiesa si spogli della mondanità

Papa Francesco durante la visita ad Assisi (screenshot SkyTg24)

Papa Francesco è arrivato di buon’ora ad Assisi, questa mattina, per la visita alla città del santo di cui ha scelto il nome come pontefice. Oggi si celebra San Francesco, patrono d’Italia, il frate che scelse una vita di povertà e al servizio degli altri. La visita si carica di contenuti ancora più forti, dopo la tragedia di ieri al largo di Lampedusa, in cui hanno perso la vita centinaia di migranti.

Il Papa è arrivato ad Assisi con un elicottero dell’Aeronautica Militare è atterrato nel campo sportivo del Serafico, l’Istituto per disabili, prima tappa della sua visita. Il Papa portava con sé la sua borsa nera e mentre scendeva dall’elicottero è stato accolto da applausi e dalle acclamazioni “Viva il Papa”, da parte dei fedeli che lo aspettavano. Il pontefice ha risposto sorridendo e salutando con la mano.

Papa Francesco ha incontrato i disabili dell’istituto Serafico. “Il dolore deve essere ascoltato”, sono state le prime parole del Papa dopo il saluto della comunità. Quindi il pontefice si è recato al Vescovado di Assisi, dove nella Sala della Spoliazione di San Francesco ha incontrato i poveri della Caritas. Francesco è il primo Papa, in 800 anni, a visitare la Sala della Spoliazione.

Ricordando la tragedia di Lampedusa, Papa Francesco ha denunciato l’indifferenza nei confronti dei disperati del mare: al mondo “non importa se c’è gente che deve fuggire dalla schiavitù, dalla fame e fuggire cercando la libertà e con quanto dolore tante volte vediamo che trovano la morte, come è successo ieri a Lampedusa. Ma oggi è un giorno di pianto“, ha detto.

Parlando della povertà della chiesa, il Papa ha detto che “questa è una buona occasione per fare un invito alla Chiesa a spogliarsi”. “La Chiesa – ha aggiunto – siamo tutti, dal primo battezzato: tutti siamo Chiesa e tutti dobbiamo andare per la strada di Gesù che ha fatto una strada di spoliazione lui stesso”. “Ma qualcuno chiede: di cosa deve spogliarsi la chiesa? Deve spogliarsi di un pericolo gravissimo che minaccia ogni persona nella Chiesa: il pericolo della mondanità“, ha sottolineato Papa Bergoglio. Deve “spogliarsi di ogni azione che non è per Dio, non è di Dio; dalla paura di aprire le porte e di uscire incontro a tutti, specialmente dei più poveri, bisognosi, lontani, senza aspettare; certo non per perdersi nel naufragio del mondo, ma per portare con coraggio la luce di Cristo, la luce del Vangelo, anche nel buio, dove non si vede, dove può succedere di inciampare”. “Spogliarsi – ha continuato il Papa  – della tranquillità apparente che danno le strutture, certamente necessarie e importanti, ma che non devono oscurare mai l’unica vera forza che porta in sé: quella di Dio. Lui è la nostra forza!”. E ancora: “Spogliarsi di ciò che non è essenziale, perché il riferimento è Cristo; la Chiesa è di Cristo!  Tanti passi, soprattutto in questi decenni, sono stati fatti. Continuiamo su questa strada che è quella di Cristo, quella dei Santi”, ha invitato Papa Francesco.
La Chiesa, ha insistito il pontefice, “non può convivere con lo spirito del mondo, la mondanità che ci porta alla vanità, alla prepotenza, all’orgoglio. E questo è un idolo, non è Dio, e l’idolatria è il peccato più forte”, ha ammonito. “Tutti noi dobbiamo spogliarci di questa mondanità, lo spirito contrario allo spirito delle Beatitudini, allo spirito di Cristo”. “La mondanità ci fa male – ha detto ancora Papa Francesco -. È tanto triste trovare un cristiano mondano, sicuro, crede lui, di quella sicurezza che gli dà la fede e sicuro della sicurezza che gli dà il mondo“. “È proprio ridicolo che un cristiano, un cristiano vero, che un prete, una suora, un vescovo, un cardinale, un Papa, vogliano andare sulla strada di questa mondanità che è un atteggiamento omicida“, è stato il forte richiamo del Papa. “La mondanità spirituale uccide – ha avvertito -, uccide l’anima, uccide le persone, uccide la Chiesa“. “Oggi qui chiediamo la grazia per tutti i cristiani, che il Signore ci dia a tutti il coraggio di spogliarci dallo spirito del mondo, che è la lebbra, il cancro della società, è il cancro della rivelazione di Dio: lo spirito del mondo è il nemico di Gesù. Chiedo al Signore che a tutti noi ci dia questa grazia di spogliarci“, ha detto Papa Bergoglio.

Ricordando l’esempio di Francesco ad Assisi che si spogliò delle sue ricchezze, il Papa ha affermato: “Tutti siamo chiamati ad essere poveri, spogliarci di noi stessi“. “Spogliarsi dell’io orgoglioso e distaccarsi dalla brama di avere, dal denaro, che è un idolo che possiede», ha aggiunto “Per questo dobbiamo imparare a stare con i poveri, condividere con chi è privo del necessario, toccare la carne di Cristo!”. “Per tutti – ha continuato -, anche per la nostra società che dà segni di stanchezza, se vogliamo salvarci dal naufragio, è necessario seguire la via della povertà, che non è la miseria – questa è da combattere -, ma è il saper condividere, l’essere più solidali con chi è bisognoso, il fidarci più di Dio e meno delle nostre forze umane”, ha affermato il Pontefice. “Non possiamo fare un cristianesimo più umano, senza croce o senza Gesù, senza spoliazione: così diventeremmo cristiani di pasticceria, delle cose dolci bellissime ma non cristiani davvero”, ha concluso.

Il Papa si è poi recato nella cripta della basilica di San Francesco ad Assisi, dove ha posato un mazzo di fuori sull’altare e si è inginocchiato in preghiera davanti alla tomba del santo.

Redazione