Francia: morto Patrice Chéreau, il regista della “Regina Margot”

Patrice Chéreau (Getty images)

E’ deceduto ieri a Parigi, a causa di un tumore ai polmoni, il regista teatrale e cineasta francese Patrice Chéreau, all’età di 68 anni.

Sono stati numerosi gli omaggi resi a Chéreau sia da parte dei rappresentanti del Governo francese che da parte degli esponenti del panorama culturale ma anche dai quotidiani che dedicano le loro prime pagine al regista della “Regina Margot” prodotto da Claude Berri e che ottenne nel 1994, il premio del Gran Giuri del festival del cinema di Cannes.

Ma anche la rete ha reso omaggio al maestro e non sono mancate alcune polemiche, evidenziate dal quotidiano Le point.fr riguardo al messaggio su twitter pubblicato dal ministero con delega alle persone anziane e all’autonomia, Michèle Delaunay che ha scritto: “Morte di Patrice Chéreau a causa di un tumore ai polmoni. Non dobbiamo smettere di vendere la sigaretta in dei pacchetti tossici e proporla invece nelle farmacie?”

Un messaggio che ha suscitato lo sdegno di molti cittadini e internauti che hanno definito il messaggio del ministro “inopportuno e indelicato”.
Chéreau nasce in una famiglia di pittori. La sua passione, aveva ricordato il regista in un’intervista rilasciata a Libération, era nata all’età di 15 anni:”Sapevo che volevo fare teatro e questo nasce dal disegno. Leggevo i testi e li disegnavo. E quanto ero in seconda media, facevo recitare i miei compagni durante la pausa”.
Incoraggiamenti al talento di Chéreau furono dati da Roger Plachon, quando Chéreau nel 1969, dirigeva a 25 anni il teatro di Sartrouville: “Non smettere mai di lavorare”.

Inizia il suo percorso teatrale nella periferia parigina e da giovane ventenne parte a Milano per lavorare al fianco di Giorgio Strehler, al Piccolo Teatro.

Il regista esordisce negli anni sessanta in Francia e il suo nome sarà accompagnato da numerosi successi teatrali e figura di spicco in seno al movimento della contestazione. Negli anni Settanta mette in scena la “Tétralogie” di Wagner a Bayreuth in Germania, mentre tra il 1976 e il 1980, collabora con Pierre Boulez on il quale mette in scena “Lulu” di Berg, e viene consacrato come una delle figure di spicco a sul piano internazionale.
La svolta negli anni Ottanta viene segnata dall’incontro con l’autore Bernard-Marie Koltès del quale Chéreau metterà in scena numerose opere teatrali.

Sul piano cinematografico, Chéreau firma il suo primo film nel 1974, intitolato la “Cattedra dell’Orchidea” (la Chair de l’orchidée), seguiranno numerose pellicole, tra cui “Judith Therpauve” con Simone Signoret (1978), “L’uomo ferito” (l’Homme blessé) del 1983 fino alla “Regina Margot” con una bellissima Isabelle Adjani e che ottenne il premio della giuria di Cannes nel 1994.

Libération ricorda che il regista amava definirsi “un artigiano”: “Era un uomo esigente, di sinistra e che molto spesso è stato ricompensato per le sue messe in scene ma anche nel cinema. Era bulimico, eclettico e vorace della creazione”, scrive il quotdiano.

Il quotidiano Le Monde scrive invece che “pochi uomini e artisti come lui hanno vissuto così intensamente e lasciato un’eredità così importante avendo operato su tutti i fronti, dal teatro all’opera al cinema”.

Redazione