Guglielmo Epifani (VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

E’ un sì alla proposta di amnistia avanzata in un messaggio alle Camere da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, purché condizionato da interventi strutturali atti a rivedere alcune leggi, quello sostenuto a margine di una conferenza stampa dal segretario del Partito Democratico, Guglielmo Epifani. Ha precisato l’ex leader Cgil: “E’ un percorso complesso, ci sono sensibilità nel paese che vanno affrontate con grande cautela”.

Epifani ha sottolineato: “Indulto e amnistia possono essere presi in considerazione, ma debbono arrivare al termine di un percorso che riguarda una serie di altri interventi, per esempio sulla ex Cirielli, sulla legge Giovanardi e sulla Bossi-Fini. Perché il problema non è solo svuotare le carceri ma anche evitare con misure intelligenti che si riempiano di nuovo nel giro di due anni. E’ un’operazione che va spiegata ai cittadini”.

Intanto, mentre continuano gli attacchi a Giorgio Napolitano da parte di esponenti e simpatizzanti del Movimento 5 Stelle, che sul blog di Beppe Grillo non risparmiano dure critiche al Capo dello Stato, Epifani rigetta le accuse secondo le quali l’amnistia sarebbe un salvacondotto per Berlusconi e replica: “Ho trovato offensiva e volgare la polemica scatenata nei confronti del presidente della Repubblica”. Secondo il segretario del Partito Democratico, infatti, “sono assurde e irricevibili le accuse che sono state lanciate al capo dello Stato e le commistioni tra questo appello e la vicenda di Silvio Berlusconi che non c’entra adesso e non c’entrerà nemmeno per il futuro”.

Infine, se il leader della Lega Roberto Maroni promette che “faremo, se serve, le barricate in Parlamento per evitare che questo provvedimento passi”, il capogruppo Pdl a Palazzo Madama Renato Schifani plaude alle parole di Napolitano e sottolinea: “Chi, come me, ha avuto modo di visitare da presidente del Senato numerosi istituti penitenziari, ha visto con i suoi occhi le inaccettabili condizioni di degrado nelle quali versano le carceri italiane. La politica, che in quel ruolo istituzionale ho sollecitato con fermezza, deve fare ora la sua parte per voltare finalmente pagina e cancellare una realtà che non è degna di un Paese civile, adempiendo nel termine fissato al pronunciamento della Corte Europea dei diritti dell’uomo”.

Redazione online