Immigrati a Lampedusa (Getty images)

Alla presenza del viceministro del lavoro e delle politiche sociali Cecilia Guerra è stato presentato questa mattina nella sede del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (Cnel) il rapporto Ocse “International Migration Outlook – Prospettive sulle migrazioni internazionali 2013” nel quale sono stati delineati i flussi migratori in Italia dal 2010 e i rilasci dei permessi di soggiorno negli ultimi anni.
Il rapporto, scrive il Cnel, è stato curato dall’Onc-Cnel in collaborazione con il dicastero del Lavoro – Dg Immigrazione e Politiche dell’integrazione.

All’incontro sono intervenuti Giorgio Alessandrini, presidente delegato dell’organismo nazionale di coordinamento per le politiche di integrazione sociale degli stranieri del Cnel, e Natale Forlani, direttore generale dell’immigrazione e delle politiche di integrazione – ministero del Lavoro.

Il rapporto è stato presentato dal relatore Jonathan Chaloff, analista della divisione delle migrazioni Internazionali – Ocse, e da Carla Collicelli del Censis – corrispondente per l’Italia al sistema permanente di monitoraggio dell’immigrazione – Ocse.

FLUSSI IRREGOLARI
Dal rapporto emerge che i flussi irregolari verso l’Italia sono cresciuti all’indomani dello scoppio della “Primavera Araba”. Infatti, si stimano a 62.692 le persone giunte nel corso del 2011, nella maggior parte dei casi provenienti da Libia e Tunisia incluse le persone sbarcate nell’isola di Lampedusa.
Un dato preoccupante se si considera che le autorità di frontiera avevano contato 4.406 migranti approdati sulle nostre coste nel 2010.
Il rapporto evidenzia una flessione nel 2012 segnalando 15.570 persone, mentre segnala che è in atto nel 2013 una nuova consistente ondata migratoria.
In base ai dati, da gennaio ad agosto 2013, sono giunti nel belpaese già 21.241 migranti, di cui oltre la metà sono arrivati nei mesi di luglio e agosto.

L’incidenza dei profughi siriani in Italia resta modesta. La maggior parte dei richiedenti asilo è originaria di Somalia, Eritrea, Nigeria, Pakistan e Afghanistan.

RILASCIO PERMESSI DI SOGGIORNO
In merito al rilascio dei permessi di soggiorno, nel 2012 i nuovi permessi di soggiorno per cittadini non comunitari sono stati 246.760, con una flessione del 25% rispetto al 2011 e del 58% rispetto al 2010.
Secondo l’Ocse, la contrazione deve essere attribuita principalmente alla forte diminuzione dei permessi di soggiorno rilasciati per motivi di lavoro: il numero, infatti, si è ridotto dell’81,4%, passando dagli oltre 359mila del 2010 ai 119.342 del 2011, e infine a 66.742 del 2012.
La flessione ha riguardato in massima parte i permessi per motivi di lavoro di durata medio-lunga

Il rapporto cita anche una lista dei paesi che hanno beneficiato di maggiori permessi di soggiorno nel 2012.
Tra questi la Cina ha goduto di 247 mila permessi di soggiorno nel 2012 mentre nel 2013 sono stati rilasciati 25mila nuovi permessi pari al 10,1% del totale.
Un 20,5% di permessi sono andati ai paesi dell’Asia meridionale, tra i quali 11.600 dall’India e 8.500 dal Bangladesh, 6.600 dallo Sri Lanka e 7.700 dal Pakistan.
Il Nord Africa rappresenta il 15,4%: 21mila permessi sono stati dati a cittadini marocchini, 9.400 a egiziani e 6.000 a tunisini.
Infine, i Balcani rappresentano il 12,9%: la quota più significaticva p andata all’Albania con 18.400 permessi di soggiorno.
Europa orientale e dall’Asia centrale ritaglio un buon 11,2% di permessi, di cui 8.700 sono stati rilasciati a persone provenienti dalla Moldavia e 8.500 dall’Ucraina.
Infine, l’11,2% è stato dato all’America Latina e il 10,3% ai migranti provenienti dall’Africa Sub-Sahariana.

Redazione