Canale di Sicilia: quattro barconi soccorsi in poche ore, è emergenza continua

Studente ricorda le vittime del naufragio di Lampedusa (FILIPPO MONTEFORTE/AFP/Getty Images)

“Quante tombe senza un nome a Lampedusa”, questo verso di un noto brano degli Assalti Frontali ha accompagnato il flash-mob organizzato da alcuni studenti italiani, ieri mobilitatisi in massa in molte città italiane, a Roma, negli stessi istanti in cui un’altra tragedia si stava consumando nel Canale di Sicilia, con l’ennesimo barcone che si è rovesciato, provocando, secondo il bilancio ufficiale della Marina Militare, 34 morti.

Nella notte, invece, due motovedette italiane – le stesse intervenute nel tragico naufragio di ieri – hanno soccorso un altro gommone a 80 miglia a sud-est dell’isola di Lampedusa, portando in salvo circa 80 profughi. Altri 183 migranti, tra cui tantissime donne e altrettanti bambini, sono stati invece agganciati nella notte nell’immediata prossimità del porto di Lampedusa, mentre stamattina circa 90 profughi sono stati imbarcati al largo del Canale di Sicilia.

Infine, sono stati tratti in salvo altri 71 migranti, tra cui una donna incinta, che – ha raccontato Pietro Bartolo, responsabile del presidio medico dell’isola di Lampedusa – “aveva già le contrazioni in corso e perdite di sangue, dall’ecografia il feto stava bene e abbiamo deciso di trasportare la donna in eliambulanza all’ospedale di Agrigento dove partorirà a breve”.

Bartolo ha manifestato immensa preoccupazione per quanto sta avvenendo a Lampedusa, dove – con il Cpt al collasso e i migranti costretti a dormire fuori nonostante le intemperie – i timori di un’epidemia sono tutt’altro che un’ipotesi lontana. Ha spiegato il medico: “Il flusso di immigrati soccorsi e giunti a Lampedusa è incessante, ma stiamo intervenendo come sempre. Questa mattina sono arrivati 21 cadaveri provenienti da un altro naufragio, che abbiamo sottoposto ad ispezione mortuaria: 11 donne, 3 uomini e 7 bambini”.

Redazione online