Papa: “Dio invita al cammino definitivo: mai andare su strada del provvisorio”

ULTIMO AGGIORNAMENTO 13:14
Papa Francesco, messa Piazza San Pietro davanti a Madonna di Fatima, 13 ottobre 2013 (Getty images)

Nell’omelia della messa che si è svolta oggi a Piazza San Pietro, per la Giornata Mariana, il Papa ha portato al centro dell’attenzione il ruolo di “Maria donna di fede che ci porta sempre a Gesù”.
Erano oltre 100 mila i fedeli che hanno ascoltato oggi il Papa a Roma che ha celebrato la messa innanzi alla Statua della Madonna di Fatima, giunta a Roma per le celebrazioni della giornata Mariana (12-13 ottobre).

La presenza dell’icona mariana portoghese coincide con l’ultima apparizione a Fatima, avvenuta il 13 ottobre del 1917 che apparve a Francisco, Giacinta e Lucia.

“Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà, Dio è la nostra forza”, ha esordito il Papa chiamando i fedeli ha riflettere su queste tre realtà: sopresa-fede-forza.

“Maria ci aiuti a lasciarci sorprendere da Dio senza resistenze, ad essergli fedeli ogni giorno, a lodarlo e ringraziarlo perché è Lui la nostra forza”, ha poi proseguito il Santo Padre.

Come riporta Radio Vaticana, Papa Bergoglio ha ricordato che Maria, è una “creatura umile e debole come noi” ed è stata scelta per essere “Madre di Dio, Madre del suo Creatore”.

DIO CI SORPRENDE
In merito alle tre realtà in cui c’invita Dio il Papa ha spiegato che “Dio ci sorprende come nella vicenda di Naaman, capo dell’esercito del re Aram e malato di lebbra, che rispondendo alla richiesta di Dio si immerge nel Giordano. Una richiesta che lo lascia perplesso ma si immerge nel fiume e subito guarisce: Ecco, Dio ci sorprende; è proprio nella povertà, nella debolezza, nell’umiltà che si manifesta e ci dona il suo amore che ci salva, ci guarisce e ci dà forza. Chiede solo che seguiamo la sua parola e ci fidiamo di Lui”.

Un’esperienza simile a quella della Vergine Maria che davanti “all’annuncio dell’Angelo, non nasconde la sua meraviglia”.
La vergine si stupisce di vedere che “Dio, per farsi uomo, ha scelto proprio lei, una semplice ragazza di Nazaret” che “non ha compiuto imprese straordinarie”.

E’ la sfida del nostro signore sottolinea il Papa: “Dio ci sorprende sempre, rompe i nostri schemi, mette in crisi i nostri progetti, e ci dice: fidati di me, non avere paura, lasciati sorprendere, esci da te stesso e seguimi!”

DOMANDE AI FEDELI
Il Santo padre interroga i cristiani in merito a questa esperienza: “Mi lascio sorprendere da Dio, come ha fatto Maria, o mi chiudo nelle mie sicurezze, sicurezze materiali, sicurezze intellettuali, sicurezze ideologiche, sicurezze dei nei miei progetti? Lascio veramente entrare Dio nella mia vita? Come gli rispondo?”.

Inoltre, Papa Francesco aggiunge che “Dio ci sorprende con il suo amore, ma chiede fedeltà nel seguirlo”.
Come nella lettura di San Paolo, in cui l’Apostolo si rivolge al discepolo Timoteo dicendogli di “ricordarsi sempre di Cristo, di perseverare nella fede”.

SCELTE FONDAMENTALI
A questo punto Papa Francesco si cala nella realtà quotidiana domandando ai fedeli quanto volte si sono entusiasmati per qualche iniziativa, per qualche impegno: “Ma, poi, di fronte ai primi problemi, abbiamo gettato la spugna. E questo purtroppo, avviene anche nelle scelte fondamentali, come quella del matrimonio. La difficoltà di essere costanti, di essere fedeli alle decisioni prese, agli impegni assunti. Spesso è facile dire sì, ma poi non si riesce a ripetere questo ogni giorno. Non si riesce ad essere fedeli”.

Il Santo padre ricorda allora che Maria a Dio ha detto tanti “sì”: “Nei momenti gioiosi come pure in quelli di dolore”.
“Sì” che sono poi culminati sotto la Croce.

Il Papa chiede ai fedeli d’interrogarsi sul significato del sacrificio: “Sono un cristiano a singhiozzo, o sono un cristiano sempre?”. In merito a questo il Papa torna a parlare di quello che viene definito cultura del provvisorio invitando i fedeli ad essere coerenti nelle loro azioni quotidiane.

CULTURA DEL PROVVISORIO NELLA FEDE
“La cultura del provvisorio, la cultura del relativo entra anche nel vivere la fede. Dio ci chiede di essergli fedeli, ogni giorno, nelle azioni quotidiane e aggiunge che, anche se a volte non gli siamo fedeli, Lui è sempre fedele e con la sua misericordia non si stanca di tenderci la mano per risollevarci, di incoraggiarci a riprendere il cammino, di ritornare a Lui e dirgli la nostra debolezza perché ci doni la sua forza”, spiega il Papa.

CAMMINO DEFINITIVO
La forza ci indica il cammino: “E questo è il cammino definitivo: sempre col Signore, anche nelle nostre debolezze, anche nei nostri peccati. Mai andare sulla strada del provvisorio. Questo, sì, uccide. La fede è fedeltà definitiva come quella di Maria”, prosegue il Papa che poi conclude ricordando che “Dio ci sorprende, Dio ci chiede fedeltà e Dioè la nostra forza”.

DIO COME FORZA
Il papa ricorda la pagina del Vangelo, in cui dieci lebbrosi chiedono a Gesù di ottenere la guarigione sottolinea che dopo la liberazione dalla malattia e “solo uno torna indietro per lodare Dio” mentre . Maria, dopo l’Annunciazione, ha parole di lode e di ringraziamento a Dio.
“Tutto è suo dono. Lui è la nostra forza”, afferma il Santo Padre che chiede allora ai fedeli d’interrogarsi sulle proprie azioni: “Quante volte ci diciamo grazie in famiglia? E’ una delle parole chiave della convivenza. ‘Permesso‘, ‘scusa‘, ‘grazie‘: se in una famiglia si dicono queste tre parole, la famiglia va avanti”.
“Quante volte diciamo grazie a chi ci aiuta, ci è vicino, ci accompagna nella vita? Spesso diamo tutto per scontato! E questo avviene anche con Dio. E’ facile andare dal Signore a chiedere qualcosa, ma andare a ringraziarlo: Mah, non mi viene”, sottolinea il Santo Padre.

MADONNA DI FATIMA
Al termine della Santa Messa, il Papa ha letto l’Atto di Affidamento alla Madonna di Fatima: “Beata Maria Vergine di Fatima, con rinnovata gratitudine per la tua presenza materna, uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni, che ti dicono beata”.

“Custodisci la nostra vita fra le tue braccia. Insegnacil tuo stesso amore di predilezione per i piccoli e i poveri, per gli esclusi e i sofferenti, per i peccatori e gli smarriti di cuore”, ha detto il Santo Padre.

MARTIRI DELLA FEDE
Papa Francesco ha poi ricordato i 522 martiri della persecuzione spagnola beatificati oggi a Tarragona, in Spagna, nella cerimonia presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Ai partecipanti, il Papa ha inviato anche un videomessaggio, nel quale ha indicato i martiri come esempio da seguire per uscire da se stessi e aprirsi a Dio: “I martiri -ha detto il Papa- sono tutte vittime innocenti che affrontarono carceri, torture, processi ingiusti, umiliazioni e supplizi indescrivibili. È una schiera immensa di battezzati che seguirono Cristo fino al Calvario per risorgere con Lui nella gloria della Gerusalemme celeste. La loro beatificazione è un evento straordinario di grazia”.
“Tutti siamo chiamati a convertirci alla pace, alla fraternità, al rispetto altrui, alla serenità nei rapporti umani. Così hanno agito i nostri martiri, così agiscono i Santi che seguono la strada della conversione, la strada dell’umiltà, dell’amore, del cuore. Insomma: la strada della bellezza e della santità”.

Redazione