Ribelli a Jubaila, nel nord est della Siria (Getty images)

La situazione in Siria sembra precipitare in un vortice di escalation di violenze.
Nella regione nord-occidentale della Siria di Idlib, la stessa in cui ieri sono stati rapiti 6 operatori della Croce Rossa internazionale, è esplosa un’autobomba che ha provocato la morte di almeno 20 persone. Un bilancio ancora provvisorio stando a quanto riferisce la tv panaraba al Arabiya, che cita l’Osservatorio siriano per i diritti umani in Siria (Ondus), piattaforma che da anni monitora le violenze commesse nel Paese

OPERATORI CROCE ROSSA RAPITI
In merito al rapimento dei sei operatori della Croce Rossa internazionale (Cicr) avvenuto ieri nel nordovest della Siria, la Farnesina ha reso noto che non risultano italiani. E’quanto emerge dai primi accertamenti effettuati dall’Unità di crisi con l’ambasciata italiana a Beirut.

Oggi, però, il Cicr ha reso noto che una settima persona è stata rapita dagli uomini armati che ieri hanno assaltato una delegazione dei cooperanti del Cicr lungo la strada Sermin-Saraqib: l’uomo è un volontario siriano della Mezzaluna Rossa araba, secondo quanto riferisce il Cicr che chiede “l’immediata e incondizionata liberazione” dei sette.
Al momento però, il portavoce del Cicr Ewan Watson non ha fornito la nazionalità né il genere dei suoi dipendenti.

Secondo i dati ufficiali, negli ultimi mesi sono aumentati i rapimenti nella regione di Ibid. Mentre secondo quanto trapela dall’agenzia stampa siriana Sana, i cooperanti Cicr sono stati portati in una località sconosciuta.

TRATTATIVE GINEVRA 2
Intanto, sul piano delle trattarive politico-diplomatico che si dovrebbero tenere a novembre nell’ambito della conferenza di pace di Ginevra 2 si apprende che il Consiglio nazionale siriano-Cns (il gruppo più importante di opposizione al regime all’interno della Coalizione nazionale siriana) ha deciso di non partecipare alla conferenza di pace.
Il consiglio nazionale, stando a quanto riportano le agenzie, minaccia addirittura di ritirarsi dalla Coalizione nel caso in cui decidesse di partecipare alla conferenza: “Lo abbiamo deciso perché non abbiamo visto nessun passo in avanti, esterno o interno. Non ci sono miglioramenti nella situazione e non c’è un ambiente adeguato per la celebrazione di Ginevra 2”, spiega il il leader del Consiglio nazionale siriano, Georges Sabra affermando che ad impedire che il Cns vada a Ginevra sarebbero i bombardamenti da parte del governo e l’assedio a diverse località controllate dai ribelli.

Un altro smacco alla Coalizione dalla quale a fine settembre si erano ritirati 13 gruppi di chiara derivazione islamica.

Redazione

LEGGI ANCHE
Siria: rapiti cooperanti Croce Rossa

Siria: 13 gruppi ribelli sostenitori dell’islam prendono distanze da Coalizione nazionale