Dissidenti M5S: nascono i Gap, gruppi di azione popolare

Adele Gambaro nei giorni della sua controversa espulsione (screenshot SkyTg24)

Sono stati presentati stamattina al Senato nel corso di una conferenza stampa, i Gap, gruppi di azione popolare, che resteranno a far parte del gruppo misto sia a Montecitorio che a Palazzo Madama, pur dandosi una propria identità politica. La nuova formazione sarà composta da quattro ex membri del Movimento 5 Stelle, tre senatrici, ossia l’espulsa Adele Gambaro e le fuoriuscite Fabiola Anitori e Paola De Pin, e un deputato, Adriano Zaccagnini. Non fa parte del gruppo, invece, l’altro senatore espulso, Marino Mastrangeli.

Ha spiegato Paola De Pin, che il 2 ottobre, in un intervento commosso, manifestò la propria intenzione di votare la fiducia al governo Letta: “Vogliamo dialogare e non distruggere, ma rimaniamo all’opposizione. In quei giorni l’Italia era sotto scacco, e ascoltando la gente, gli amici, i conoscenti, nessuno voleva andare a votare. Non abbiamo nemici. Non siamo un nuovo partitino e non abbiamo finanziamenti pubblici”.

Dura Adele Gambaro, l’unica del gruppo a esser stata espulsa per alcune sue dichiarazioni: “Io sono stata mandata via dal Movimento 5 stelle per aver espresso una opinione e questo è molto grave. Va contro la Costituzione che loro dicono di difendere, l’articolo 21 sulla libertà di espressione”. Parole dure anche da Adriano Zaccagnini: “Il M5S ha disatteso le promesse per perseguire un progetto di marketing”.

Il deputato ha poi aggiunto: “Siamo un piccolo gruppo che si oppone al degrado morale e valoriale della politica. Ci opponiamo al berlusconismo, ai danni che ha inflitto nella nostra società, vogliamo rimediare alle sue degenerazioni culturali e alle derive postberlusconiane come il grillismo, che fomentano pericolosamente la pancia e gli istinti, destabilizzando la vera identità europea, legata alla multiculturalità e ad un’Europea federalista”.

Il nuovo gruppetto parlamentare ha sottolineato le priorità della propria azione politica: “La legge elettorale, la riforma della giustizia civile che da noi è la più lenta d’Europa, la detassazione del lavoro, la lotta alla precarietà, la limitazione del finanziamento pubblico dei partiti, porre un tetto alle pensioni d’oro e stipendi pubblici, riduzione della pressione fiscale”.

Redazione online