Germania, coalizione governo: Csu apre spiraglio a Spd su salario minimo

Trattative tra leader Csu/Cdu e Spd (Getty images)

Sono ancora in corso le trattative in Germania per la formazione del nuovo governo di coalizione (Grosse koalition): dopo le elezioni legislative del 22 settembre scorso, i partiti conservatori, quello Cristiano-sociale bavarese (Csu) e l’Unione Cristiano Democratica (Cdu) partito di Angela Merkel hanno avviato il 1° ottobre una serie di colloqui sia con il partito dei Verdi che i social democratici del Spd.

Dopo il fallito negoziato con i Verdi, Cdu e Csu hanno riavviato i colloqui con il partito del Spd e a poche ore dal terzo incontro tra la Cdu/Csu ed i vertici del partito socialdemocratico, previsto per oggi, il partito Csu apre uno spiraglio alle trattative con il partito del Spd riguardo ad un punto d’incontro sul tema del salario minimo avanzato dai social democratici, argomento cardine della loro campagna elettorale.

“Il salario minimo stabilito per legge aiuterebbe milioni di persone, darebbe sollievo al sistema pensionistico ed eviterebbe che gli anziani diventassero più poveri. Per tutti questi motivi è una condizione irrinunciabile posta dal partito socialista”, aveva dichiarato il sindaco Spd di Berlino, Klaus Wowereit.

La SPD vuole un salario minimo di 8.5 € l’ora per tutta la Germania mentre l’unione invece pretendeva dei salari minimi specifici per ogni settore, che dovrebbero essere fissati dalle parti sociali per ogni differente settore e per ogni regione.

Stando a quanto riporta l’Agi, l’apertura del Csu avrebbe spiazzato la cancelliere Merkel: il governatore della Baviera e presidente della Csu, Horst Seehofer ha dichiarato di essere pronto ad accettare il salario minimo generalizzato di 8,50 euro all’ora.
Il leader della Csu ha spiegato al quotidiano Sueddeutsche Zeitung che “bisogna cercare una via che consenta l’introduzione del salario minimo senza mettere a rischio i posti di lavoro”.
Nel caso in cui la condizione espressa fosse rispettata, il leader bavarese ha ammesso che il suo partito non avrebbe problemi ad accettare la proposta della Spd.

Tuttavia, Seehofer in merito all’incontro di oggi ha precisato che la Cdu/Csu deve “portare a casa successi significativi” tra cui la rinuncia da parte della Spd ad inasprimenti fiscali: “Per me è decisiva la rinuncia ad ogni aumento delle imposte ed a nuovi debiti”, ha affermato il leader Csu.

Più cauto il segretario della Cdu, Hermann Groehe, che ha dichiarato che al momento è troppo presto per parlare di concessioni alla controparte sebbene sia ipotizzabile giungere ad un punto d’incontro in sede ufficiale: “Non possiamo fare regali in anticipo. Notevoli divergenze sulla realizzazione concreta del salario minimo. Non dobbiamo far nulla che possa distruggere posti di lavoro”, ha affermato Groehe.

Da parte sua, il leader della Spd, Sigmar Gabriel dovrà ottenere invece delle promesse concrete dalla Merkel sul salario minimo al fine di convincere nel fine settimana gli elettori che prenderanno parte alla convention socialdemocratica che dovranno esprimere il loro voto per dare via libera alle consultazioni ufficiali per la formazione di un nuovo governo di Grosse Koalition.

Redazione

LEGGI ANCHE:
Governo Germania: fallita la trattativa tra Cdu-Csu e Verdi
Germania: si allungano le trattative per la grande coalizione
Germania: al via le consultazioni per la formazione del nuovo governo
Germania: Congresso Spd vota a favore avvio trattative per coalizione di Governo