Francia, studentessa rom: espulsione conforme alla legge

Leonarda Dibrani con la sua famiglia a Mitrovica in Kosovo (Getty images)

La tanto attesa relazione sull’indagine conoscitiva avviata dall’amministrazione del Governo sul caso dell’espulsione della giovane studentessa kosovara e dell sua famiglia di etnia rom è sta finalmente annunciata oggi dall’esecutivo in Francia.
In base al rapporto risulta dunque che la procedura è stata effettuata in modo conforme alla regolamentazione in vigore: la vicenda che riguardava il ricongiungimento famigliare in Kosovo mirava a ricongiungere la madre e la figlia con il padre, già espulso in precedenza. Il rapporto ha anche ricordato i motivi che hanno spinto il prefetto di Doubs a respingere la richiesta di soggiorno della famiglia Dibrani sottolineando innanzitutto un rifiuto d’integrazione da parte della stessa.
Il padre non avrebbe mai tentato di trovare realmente un lavoro ed avrebbe più volte rifiutato d’incontrare degli interpreti per chiarire la sua situazione. Da parte sua, Leonarda- scrive il rapporto,- avrebbe fatto dei progressi scolastici ma risultano anche molte assenze a scuola: dall’inizio dell’anno scolastico la ragazza è stata assente ben 21 giorni. Inoltre, sia lei che la sorella erano state accolte presso un centro di accoglienza a seguito di una denuncia di maltrattamenti in famiglia nei riguardi del padre. Denuncia che è stata poi ritratta dalle ragazze che sono poi tornate nella loro abitazione”.

Il rapporto ricorda anche che i servizi sociali italiani avevano rilevato disagi nella famiglia minacciando di sottrarre le bambine dal controllo del padre. Per questo motivo la famiglia che risiedeva prima in Italia, a Fano, avrebbe lasciato il paese ed era poi approdata in Francia. Sempre in Italia, le bambine frequentavano ben poco la scuola e molto spesso erano state trovate a mendicare per strada.

Tuttavia, viene sottolineato nel rapporto, le forze dell’ordine non hanno “dato prova di discernimento” prelevando la ragazza nell’ambito di una gita scolastica.
Pertanto viene raccomandato di proscrivere gli interventi degli agenti negli spazi, i tempi scolari e prescolari.
Sul caso questa mattina è intervenuto anche il presidente François Hollande nell’ambito di una breve comparsa televisiva dall’Eliseo, annunciando che la ragazza espulsa in Kosovo potrebbe proseguire i suoi studi in Francia se ne farà richiesta e potrà tornare nel paese senza i genitori.
Inoltre, Hollande ricordando i risultati dell’indagine amministrativa ha detto che saranno fornite delle indicazioni ai prefetti per interdire gli interventi nell’ambito scolastico, negli stabilimenti come anche durante le gite pedagogiche.

In merito all’invito di Hollande, Leonarda ha immediatamente replicato che “non tornerò senza la mia famiglia in Francia. Non l’abbandonerò”.

Redazione

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