San Marino, oggi il referendum per trattare l’ingresso nell’Ue

San Marino (licenza CC 2.5, fonte Wikipedia)

La piccolissima repubblica di San Marino, poco più di trentamila abitanti arroccati sul Monte Titano, al confine tra l’Emilia Romagna e le Marche, è oggi chiamata a decidere il proprio destino europeista, in un referendum se dare il proprio assenso all’avvio di trattative attraverso le quali decidere le condizioni adatte per un’eventuale ingresso nell’Unione Europea.

A pesare sulla consultazione, una campagna elettorale a basso profilo, che rischia di non far raggiungere il quorum di un terzo degli aventi diritto perché il referendum abbia la propria validità. Due i fronti che si oppongono, quello dei favorevoli, composto da Partito dei Socialisti e dei democratici, Partito Socialista, Sinistra Unita, Unione per la Repubblica e dai movimenti “Per San Marino” e “Civico 10”, e quello dei contrari, a cui appartengono un apolitico Comitato per il no e due piccoli partiti movimentisti, La Rete e Noi Sanmarinesi. Libertà di scelta è stata lasciata dai centristi di Democrazia Cristiana e Alleanza Popolare, mentre si è schierata per il voto contrario, “valicando il confine”, la Lega Nord, con il deputato romagnolo Gianluca Pini che ha chiuso la campagna elettorale del Comitato per il no.

Le ragioni del voto favorevole sono state spiegate dal segretario del Psd Marina Lazzarini: “Non è un voto per entrare in Europa direttamente, ma per andare a trattare le condizioni. Se queste saranno vantaggiose, si indirà una seconda consultazione al fine di decidere se aderire alla Ue o no. Se non si va a scoprire le carte, non saremo mai in grado di decidere con cognizione di causa. Vogliamo che ce lo dicano direttamente a Bruxelles”.

Duro il fronte del no, capitanato dall’imprenditore Maurizio Faitanini, che spiega: “Vogliamo difendere 1700 anni di storia repubblicana, potremmo insegnare noi all’Europa cos’è la democrazia”. Ha aggiunto l’imprenditore in campagna elettorale: “Ci sono quattro libertà fondamentali nell’Unione europea e su due siamo disposti a trattare: la libera circolazione delle merci e quella dei servizi. Ma per quanto riguardo le altre due libertà, San Marino non può recepire perché andremmo a minare la nostra sovranità, indipendenza e neutralità”.

Ma a pesare sul referendum è anche la posizione espressa dalla Commissione Europea un anno fa circa: “Un’eventuale richiesta di adesione comporterebbe due difficoltà rilevanti: in primo luogo, le istituzioni dell’UE non sono attualmente pronte all’adesione di tali Paesi di piccole dimensioni. In secondo luogo, la capacità amministrativa limitata dei Paesi di piccole dimensioni avrà un impatto significativo sulla loro capacità di attuare l’acquis dell’UE e di adempiere a tutti gli obblighi in capo agli Stati membri dell’Ue”.

Redazione online