Legge di stabilità, Alfano: “Manovra migliorabile con un approccio costruttivo”

Angelino Alfano (Foto: VINCENZO PINTO/AFP/Getty Images)

Non solo questioni interne al Pdl nell’intervista rilasciata oggi dal vicepremier Angelino Alfano alla trasmissione ‘Radio Anch’io’. Il segretario del Pdl si è anche soffermato infatti su questioni più inerenti al suo ruolo di governo e all’approvazione della legge di stabilità, sostenendo: “E’ una manovra da 11 miliardi, che prevede tagli per oltre un terzo, che prevede non aumenti fiscali ma diminuzioni fiscali e investimenti”.

Ha aggiunto Alfano: “Mi sento di dire che come le altre finanziarie degli anni passati a cui ho partecipato sia da maggioranza che da opposizione, questa può essere migliorata e anche molto dal lavoro del Parlamento. Quindi se l’approccio è costruttivo si può migliorare. Sono convinto che questo governo, che nasce da una bella intuizione di Berlusconi, trovi la sua forza e la sua legittimazione nel fare cose buone. Nessuno avrà accanimenti terapeutici nel dare mano di aiuto a un governo che non fa cose positive”.

Sottolineare “luci e ombre” e vedere che miglioramenti possono essere apportati in base a queste è per Alfano “un approccio costruttivo perché chi dice solo che non va bene nulla vuol dire che alla fine della fiera il tema sia sempre quello di far cadere il governo. Non abbiamo dimenticato chi è rimasto indietro. Abbiamo agito per difendere il potere d’acquisto del ceto medio e per realizzare una manovra che non gravasse di più sulle tasche dei cittadini”.

Il vicepremier, dopo le contestazioni di ieri ad Agrigento, è poi tornato sul tema dei migranti, sostenendo: “L’accoglienza è un punto fermo, ma altrettanto fermo è il fatto che non si può accogliere tutti. L’Europa prenda atto con concretezza e senza chiacchiere del fatto che la gran parte dei migranti che arrivano nel nostro Paese vogliano andare da un’altra parte. Dobbiamo bloccare i mercanti di morte, impedire che acquisiscano risorse illecite attraverso il mercanteggiamento di donne e bambini”.

“Dobbiamo essere realisti” – ha aggiunto il ministro dell’Interno – “Da soli siamo chiamati a un compito che non è solo nostro, proteggere il confine europeo. Questo è il punto centrale. Vogliamo essere accoglienti ma vogliamo difendere il futuro dei giovani italiani e dare sicurezza ai cittadini”. Infine un nuovo monito ai migranti: “Noi rispettiamo i loro diritti e le leggi internazionali, ma loro devono rispettare le nostre leggi. Non possono incendiare i centri che li accolgono come a Milano o a Lampedusa. Così diventa un problema di ordine pubblico, che noi gestiamo e gestiremo con tutta la forza necessaria per garantire ai cittadini di vivere sicuri nelle loro città”.

Redazione online