Riforma Costituzione, ok del Senato: evitato il referendum confermativo

L'Aula del Senato (Getty Images)

E’ stato approvato in Senato con 218 voti a favore, 12 astenuti e 52 voti contrari, il ddl costituzionale con il quale si costituisce il “Comitato per le riforme costituzionali” e si modifica di fatto l’art. 138 della Costituzione.
Per soli 4 voti è stato superato il quorum di due terzi e il Senato evita in questo modo un possibile ricorso al referendum confermativo. Il quorum dei due terzi è stato raggiunto grazie al sì della Lega, mentre M5S e Sel hanno votato contrario.

Come ricorda il FattoQuotidiano, il ddl costituzionale 813-b, che dovrà passare al vaglio della Camera per il via libera defintivo, affiderà a un comitato di 42 parlamentari (20 senatori e 20 deputati, più i presidenti delle commissioni Affari costituzionali) il compito di riscrivere i titoli I, II, III e V della seconda parte della Costituzione.
Questi punti riguardano il Parlamento, il presidente della Repubblica, il governo, le Regioni, Province e Comuni.
Inoltre il disegno di legge modifica di fatto anche l’articolo 138 della Carta, dimezzando da tre mesi a 45 giorni l’intervallo tra le due letture con cui le Camere approveranno la futura legge di riforma.

Sugli astenuti si riaccende lo scontro interno al Pdl: molte le defezioni nel Pdl, tra cui quella di Francesco Nitto Palma, senatore e presidente della commissione Giustizia che con Augusto Minzolini e Ciro Falanga avevano annunciato in aula la loro astensione, in disaccordo col fatto che perché non viene affrontato il tema della riforma della giustizia.
L’astensione al Senato vale come un voto contrario: tra gli altri si segnalano Maria Elisabetta Alberti Casellati, Vincenzo D’Anna, Domenico De Siano, Pietro Iurlaro, Pietro Langella, Eva Longo, Antonio Milo e Domenico Scilipoti.
Altri 12 senatori del Pdl, compreso Silvio Berlusconi, non erano invece presenti in aula.

Nel Pd si è astenuto il senatore Felice Casson, in dissenso dal suo gruppo, mentre Corradino Mineo, Walter Tocci, Silvana Amati e Renato Turano non hanno partecipato al voto.
In tutto 10 senatori, tra i quali oltre ai non partecipanti al voto si aggiungono Sergio Lo Giudice, Laura Puppato, Donatella Albano, Monica Cirinnà, Paolo Corsini, Nerina Dirindin, Stefania Pezzopane, Lucrezia Ricchiuti hanno annunciato una vigilanza sul lavoro del Comitato. “Il percorso di riforma avviato dal Parlamento contiene elementi di criticità che lo rendono incerto”, affermano i senatori pd.

Al momento del voto i senatori di Sinistra Ecologia Libertà hanno indossato per protesta il fazzoletto rosso dei partigiani e prima della votazione finale avevano consegnato al ministro Quagliariello una voluminosa copia della Costituzione e degli atti dei lavori dell’Assemblea Costituente.
“E’ uno strappo alla Costituzione che aggrava il nostro giudizio sulla maggioranza a il governo Manomettere la Costituzione, con questo governo e questa maggioranza, è un gioco d’azzardo”, ha commentato Nichi Vendola.
Contro la riforma costituzionale il Movimento Cinque Stelle salì perfino sul tetto della Camera. E oggi la capogruppo del Senato Paola Taverna ha elencato tutte le violazioni della Carta commesse da Governo e Parlamento. “Pd e Pdl riescono a violentare l’articolo 138 della Costituzione, la valvola di sicurezza della nostra Carta – scrive in una nota la Taverna – Se Pd e Pdl non hanno paura dei cittadini e sono così sicuri delle loro azioni perché non indicono un referendum sulla deroga all’articolo 138?”.

Dura la reazione di Antonio Ingroia, presidente di Azione Civile, contro il Pd: “Nonostante i ripetuti appelli e una straordinaria manifestazione popolare il Senato ha votato in terza lettura la modifica dell’articolo 138 della Costituzione con una maggioranza superiore ai due terzi. Da oggi il Pd potrà ribattezzarsi Pad, Partito Antidemocratico. Mi chiedo se il Pd abbia obbedito al piano di rinascita democratica della P2 come il Pdl oppure all’ordine della Jp Morgan che qualche mese fa ha ordinato il superamento delle Costituzioni antifasciste”, ha affermato Ingroia

Redazione

LEGGI ANCHE:
Sì della Camera al comitato costituzionale: dura protesta del M5S