Guida in stato di ebbrezza, condannato Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni (TIZIANA FABI/AFP/Getty Images)

Guai giudiziari per il cantautore Roberto Vecchioni, che il 26 dicembre del 2010, pochi mesi prima di vincere il Festival di Sanremo con il brano “Chiamami ancora amore”, venne trovato positivo all'alcoltest mentre si trovava a bordo della sua auto, una Audi A4, in provincia di Brescia, e pizzicato positivo all'alcoltest. Il cantautore è stato condannato, dopo quasi tre anni, con pena sospesa dalla condizionale, a 2 mesi di arresto, al ritiro della patente per 6 mesi e al pagamento di 750 euro di multa.

Vecchioni si era difeso sostenendo davanti al giudice del Tribunale di Brescia che la presenza di alcol nel sangue oltre il noto limite di 0,5 mg/l era dovuta all'assunzione, in quei giorni, di un comune sciroppo per la tosse a base di destrometorfano bromidrato che avrebbe contenuto alcol tra gli eccipienti. Non è la prima volta che il “professore” della musica italiana ha dei guai con la giustizia: nel 1979, infatti, venne pure arrestato per alcuni giorni con l'accusa di cessione di sostanze stupefacenti.
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La vicenda risaliva a due anni prima, quando Vecchioni – nel corso di una serata della Festa dell'Unità svoltasi a Marsala – avrebbe ceduto, secondo l'accusa, modiche quantità di hashish a un quattordicenne. A quell'esperienza, il cantautore dedicò i brani “Lettera da Marsala” e “Signor giudice (un signore così così)”, contenuti nell'album “Robinson, come salvarsi la vita”, uscito poco dopo. In quell'occasione, anche in seguito alla ritrattazione della confessione dell'adolescente, Vecchioni venne assolto.

Redazione online

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