Fukushima: autorità controllo nucleare chiede a Tepco “piano per ridurre problemi”

Il presidente dell'Autority Shunichi Tanaka incontra il presidente Naomi Hirose e il vice presidente Zengo Aizawa della Tepco (Getty images)

Dopo gli ennesimi casi di fuoriuscita di acqua radioattiva e le continue minacce delle perturbazioni che incombono sulla centrale nucleare di Fukushima devastata dal terremoto e dallo tsunami del marzo 2011, l’autorità di controllo nucleare giapponese è di nuovo intervenuta sul caso e ha sollecitato un intervento “coraggioso e drastico” per far fronte al problema dell’acqua radioattiva che continua a fuoriuscire dai serbatoi di contenimento della centrale nucleare di Fukushima.

Il presidente dell’Autority, Shunichi Tanaka ha incontrato Naomi Hirose, il presidente della Tokyo Electric Power Co (Tepco), l’azienda che gestisce l’impianto della centrale, sollecitandolo ad intervenire prontamente e di “delineare un piano a lungo termine in grado di ridurre i danni, senza risparmiare denaro”.

L’autorità di controllo ha anche chiesto che siano forniti ulteriori sforzi per ridurre i livelli di radioattività nel sito di Fukushima, affinché siano messi in sicurezza anche gli operai che lavorano nella centrale: “La priorità, adesso, è sapere esattamente se l’azienda può farcela o meno. Vorrei che mi portassero i risultati”, ha detto il portavoce di Tanaka.

Una situazione che ormai da mesi è costantemente monitorata e sulla quale più volte sono intervenute le autorità giapponesi, come anche il premier Shinzo Abe.
Ma i problemi della fuoriuscita dell’acqua contaminata sembrano in parte fuori controllo: infatti, centinaia di tonnellate di acqua, utilizzata per raffreddare i reattori danneggiati dallo tsunami del 2011, sono stoccate in serbatoi nei pressi della costa. In base a vari fattori, tra i quali anche le perturbazioni, l’acqua di stoccaggio è uscita più volte dai serbatoi e ha raggiunto l’Oceano Pacifico.

Redazione

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