Baby prostitute ai Parioli: “Mi obbligano, io voglio tornare a scuola”

Baby prostitute (David McNew/Getty Images)

Emergono particolari inquietanti dagli interrogatori delle due adolescenti prostitute ai Parioli, quartiere della Roma bene; una delle due ragazzine avrebbe accusato la madre di costringerla a rapporti sessuali con adulti, sostenendo tra le lacrime: “Non ce la faccio più, sono loro che mi obbligano, voglio soltanto tornare a scuola”. Diverso l’approccio dell’altra ragazza, che avrebbe retto l’interrogatorio per quattro ore, sostenendo di essere consenziente e cedendo soltanto alla fine.

Dietro il primo approccio al torbido mondo della prostituzione minorile, ci sarebbe la necessità di quest’ultima di reperire soldi per acquistare cocaina. Orfana di padre, la ragazza ha, secondo quanto emerge, un rapporto conflittuale con la madre, tanto da arrivare a minacciarla con frasi del tipo “Ti mando i miei amici cocainomani a sgozzarti, ti brucio i vestiti, ti sgozzo con le mie mani”.

Sui social network, le due ragazzine postavano foto con pose sexy, promettendo di fare in modo che la loro amicizia non potesse mai finire, ma sono altri i “luoghi” del web dove gli investigatori si sono indirizzati per cercare di ricostruire la rete all’interno della quale le due giovanissime erano cadute. Grazie alla collaborazione della madre della più “ribelle” di loro, che aveva denunciato gli atteggiamenti della figlia persino ai servizi sociali, si è giunti a scoprire che le due adolescenti frequentano abitualmente un sito di incontri, dove erano state adescate da due uomini, un caporal maggiore dell’esercito e un organizzatore di feste notturne.

Quest’ultimo avrebbe anche preso in affitto quello che è divenuto l’appartamento dello squallore, in viale Parioli, e in un’intercettazione avrebbe sostenuto trionfante: “Queste due me fanno guadagnà 600 euro al giorno”. L’interrogatorio di ieri è avvenuto davanti al procuratore aggiunto Maria Monteleone e al pm Cristiana Macchiusi. La madre di una delle due ragazze, i due ‘magnaccia’ e due clienti sono finiti in carcere, altre cinque persone sono state denunciate a piede libero. La speranza è che per le due adolescenti ora la vita possa prendere una piega diversa.

Redazione online