Datagate: Casa Bianca intenzionata a fermare spionaggio ai danni dei leader alleati

La Casa Bianca, Washington DC (El KEBIR LAMRANI/AFP/Getty Images)

Dopo gli scandali internazionali emersi dal programma di spionaggio americano della National Agency security, l’agenzia d’intelligence Usa, nel mirino del Datagate a seguito della diffusione di documenti segreti sul programma “Prism” ad opera dell’ex tecnico informatico della Cia Edward Snowden, il presidente Barack Obama aveva annunciato in questi giorni d’intervenire sulla vicenda.

Oggi, il quotidiano americano New York Times scrive che il presidente Usa è “sul punto di ordinare alla National security agency (Nsa) di fermare tutte le attività di spionaggio ai danni di leader alleati”.
Secondo il prestigioso quotidiano, che cita funzionari dell’amministrazione Usa e alcuni membri del Congresso, la Casa Bianca avrebbe informato la senatrice Dianne Feinstein, presidente della Commissione intelligence.
Quest’ultima in un comunicato ha dichiarato ieri che “non credo che gli Stati Uniti dovrebbero intercettare telefonate o email di presidenti e premier amici”.

La Casa Bianca ha riferito di non aver ancora preso una decisione in merito. Tuttavia il quotidiano sottolinea che le ultime notizie trapelate dai funzionari segnala una svolta per la Nsa, che attulmente può raccogliere dati di decine di milioni di persone in tutto il mondo, spaziando dai cittadini comuni ai capi di Stato.
In base al quotidiano, i funzionari dell’amministrazione hanno fatto presente che sono già state apportate alcune modifiche alla politica dello spionaggio, mentre altre sono previste previste per il futuro.
In questo scenario, la Casa Bianca si riserverà il diritto di continuare a raccogliere informazioni in paesi amici riguardanti attività criminali, potenziali minacce terroristiche e proliferazione di armi non convenzionali. L’amministrazione dovrebbe anche poter avviare attività di spionaggio qualora un leader straniero di un paese alleato diventi ostile o le sue azioni rappresentare una minaccia per gli Stati Uniti.

Ieri, l’ufficiale, James R. Clapper Jr., il direttore dell’intelligence nazionale, ha testimoniato davanti alla Commissione Parlamentare di intelligence e ha dichiarato che gli alti funzionari del Consiglio di Sicurezza Nazionale erano costantemente informati sull’attività di sorveglianza della Nsa e che la Casa Bianca era da tempo a conoscenza in termini generali delle intercettazioni oltremare. I metodi di difesa nella raccolta dati, sottolinea Clapper poteva anche influire su possibili divisioni all’interno dell’amministrazione Obama.
Stando a quanto ha scritto il New york Times, Clapper non ha specificato se il presidente Obama era al corrente di queste attività di spionaggio all’estero, ma secondo il quotidiano Usa, Clapper ha voluto replicare e smentire in pare le dichiarazioni della Casa Bianca che in questi giorni aveva dichiarato di essere stata all’oscuro su alcuni metodi della Nsa.

Per oggi, è attesa a Washington, la visita di una delegazione Europea, di tecnici e consiglieri della Cancelliera tedesca Angela Merkel che dovrebbero incontrare alla Casa Bianca tra gli altri anche il signor Clapper, Susan E. Rice, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente e Lisa Monaco, consigliere per la sicurezza e antiterrorismo.

Il colloquio riferisce la Cnn, dovrebbe rivelarsi un’opportunità per individuare i possibili mezzi di ricorso per i cittadini dell’UE che sono stati colpiti da sorveglianza degli Stati Uniti.

Redazione

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