Decadenza di Berlusconi, ok della Giunta al voto palese

Linda Lanzillotta (MYCHELE DANIAU/AFP/Getty Images)

La Giunta per il regolamento del Senato si è espressa a favore del voto palese in Aula a Palazzo Madama sulla decadenza dell’ex premier Silvio Berlusconi dallo scranno di senatore. Decisiva è stata la presa di posizione di Linda Lanzillotta di Scelta Civica, che si è espressa a favore della modifica che indica il voto palese. Fino a ieri, 6 senatori si erano espressi per il voto segreto (Pdl, Lega, Gal e Autonomie-Psi, ndr), e altrettanti per il voto palese (Pd, M5S e Sel). Da prassi, si è astenuto Pietro Grasso, presidente dell’assemblea di Palazzo Madama Pietro Grasso, nonché della stessa Giunta per il regolamento.

La Lanzillotta ha motivato così la sua posizione: “Quello sulla decadenza di Berlusconi non sarà un voto sulla persona, ma sul suo status di parlamentare. Pertanto non sarà necessario il voto segreto. Io sono per il voto palese e ho proposto di circoscrivere la decisione all’applicazione della norma della legge Severino”. Ecco gli elementi che hanno spinto la senatrice a esprimersi a favore: “Non esiste nel regolamento del Senato una norma esplicita che indichi la modalità di votazione utilizzabile nei casi analoghi ma non identici (ineleggibilità e incompatibilità). Il voto segreto è stato applicato in via di prassi. Il regolamento precisa invece che il voto per la decadenza non è un voto sulla persona e quindi si applica il voto palese. In altre occasioni, alla luce di nuove valutazioni giuridiche e istituzionali, prassi consolidate sono state modificate senza che fossero mutate le norme positive”.

Intanto è polemica per la scelta di Maurizio Buccarella, membro del Movimento 5 Stelle in Giunta, di postare su Facebook una sorta di diretta di quanto avviene nella riunione. Il senatore ha scritto prima: “Il sen. Nitto Palma richiama la Carta Costituzionale e il suo rapporto con la giunta del regolamento, strumento di garanzia che non può essere oggetto di scelte solo politiche di una maggioranza”. Poi ha aggiunto: “Il sen. Ferrara sta disquisendo sulle ipotesi del cancellierato e del dibattito negli anni ’70 sul voto segreto ed adesso del caso Moro”. Molte le critiche arrivate dalla stessa Rete, con un utente che lo ha invitato: “Evita di scrivere su Facebook o Twitter, potrebbero trovare qualche pretesto per rimandare”.

Il premier Enrico Letta, in mattinata, intervenendo a Radio Anch’io sulla risposta da dare a Silvio Berlusconi rispetto alle perplessità sulla legge Severino, ha chiosato: “La risposta è contenuta nel voto di fiducia del 2 ottobre: il Parlamento mi ha dato la fiducia a larga maggioranza. Il pilastro di quel discorso era la necessaria separazione fra azione di governo e singole vicende giudiziarie”.

Dal Partito Democratico, infine, si fa sapere di avere la certezza dei numeri su un’eventuale decadenza di Berlusconi sia con voto palese che segreto. Lo ha spiegato Felice Casson: “Ciò avverrà per motivi diversi, perché nel segreto dell’urna sappiamo che un certo numero di senatori del Pdl voteranno comunque contro Berlusconi. E il governo non cadrà perché ci sono decine di senatori, del Pdl o ex Pdl, che lo sosterranno”.

Secondo quanto affermano fonti vicine a Berlusconi, il Cavaliere avrebbe annullato il pranzo previsto a Palazzo Grazioli con i ministri del suo partito.

Redazione online