Riduzione del denaro contante, botta e risposta Saccomanni-Alfano

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Moneta da un euro e banconote (Getty Images)

Polemiche all’interno del governo anche su diverse opinioni rispetto all’uso di denaro contante; ad aprirle, alcune dichiarazioni del ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, che nel corso dell’audizione sulla legge di stabilità, aveva commentato: “Certamente misure che rafforzano la tracciabilità dei pagamenti sono importanti e le terremo in considerazione. E’ necessario prevedere in questo campo una riduzione del ruolo del contante nei pagamenti perchè la tracciabilità si ottiene solo attraverso l’utilizzo di canali rilevabili”.

Secondo Saccomanni, “è un punto su cui l’Italia resta ancora indietro e certamente un punto su cui vogliamo intervenire. Vorremmo anche fare sì che la lotta all’evasione sia quantificabile ex ante e possa essere determinato questo tax gap”. Critico con la posizione del ministro, il vicepremier Angelino Alfano: “Il collega Saccomanni ritiene di intervenire per ridurre l’uso del contante. Noi la pensiamo all’opposto di lui. Occorre aumentare l’uso del contante e contrastare l’evasione fiscale consentendo di conservare scontrini e fatture e scaricare tutte le spese. In America funziona e funzionerebbe anche qui”.

Ha provato a chiudere la contesa il presidente del Consiglio Enrico Letta, intervistato stamattina a ‘Radio Anch’io’ dal direttore di Radio 1, Antonio Preziosi: “La trasparenza è la miglior lotta all’evasione fiscale. Fuggo dalle polemiche che finiscono sui giornali, contano le cose concrete”. Ha appoggiato le parole del ministro Saccomanni anche il suo collega al dicastero del Lavoro, Enrico Giovannini, in un’intervista al programma di Radio Rai ‘L’economia prima di tutto’, avanzando la necessità che tale proposta del titolare dell’Economia venga sostenuta da tutto il governo.

Redazione online