Datagate, Kerry ammette: siamo andati troppo lontano. Spiati anche Fmi e Banca Mondiale

John Kerry, segretario di Stato Usa, (Getty images)

“In certi casi gli Stati Uniti nella loro attività di intelligence sono andati troppo lontano“, è la prima ammissione, a parziale scusa, del Segretario di Stato Usa John Kerry sulle intercettazioni di massa dei servizi segreti Usa nei confronti di cittadini americani e stranieri e soprattutto nei confronti di Capi di Stato e di governo stranieri. Intercettazioni segrete, operate in particolare dalla Nsa, National Security Agency, che hanno scatenato un vero e proprio putiferio, in quello che è stato ribattezzato scandalo Datagate. “Dobbiamo assicurarci che questo non accada più in futuro“, ha detto ancora Kerry.

Nel frattempo, si scopre che tra gli spiati dagli Stati Uniti c’erano anche il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, entrambi con sede a Washington DC. Proprio in queste ore si viene a sapere che il Presidente Barack Obama avrebbe ordinato alla Nsa di fermare le intercettazioni nei confronti dei due istituti. A rivelarlo è stato un funzionario anonimo, citato dall’agenzia Reuters. L’ordine rientrerebbe nella revisione delle attività di intelligence messa in atto dal presidente Usa, in seguito allo scoppio del Datagate, e sarebbe stato dato da Obama già qualche settimana fa, insieme a quello per la cessazione delle intercettazioni al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York.

In queste ore la Nsa ha smentito di aver intercettato il Vaticano, come invece aveva denunciato il settimanale italiano Panorama. Così come l’agenzia di intelligence ha smentito di aver tenuto sotto controllo i portali web di Google e Yahoo! e i loro servizi (come la posta elettronica).

Lo scandalo delle intercettazioni è stato svelato lo scorso giugno dall’analista della Nsa Edward Snowden, con un’intervista al quotidiano britannico Guardian. Ins eguito a tali scottanti rivelazioni, Snowden è fuggito dagli Stati Uniti, trovando riparo prima ad Hong Kong e poi in Russia, dove ha ottenuto l’asilo politico temporaneo, dopo essere rimasto bloccato all’aeroporto di Mosca per diverse settimane. La concessione dell’asilo politico a Snowden ha gelato i rapporti tra Stati Uniti e Russia.

Ora, proprio Snwoden potrebbe essere chiamato dalla giustizia tedesca a testimoniare sulle intercettazioni della Nsa al telefono cellulare di Angela Merkel, un fatto che ha mandato su tutte le furie la cancelliera tedesca e scatenato accese polemiche sui quotidiani e tra l’opinione pubblica in Germania. L’indiscrezione sulla possibile testimonianza della talpa del Datagate è stata data dall’agenzia Interfax, che cita una fonte anonima russa. Snowden, ovviamente, non potrà lasciare la Russia per andare in Germania, altrimenti perderebbe lo status di rifugiato politico, ma potrebbe incontrare i magistrati tedeschi a Mosca o rendere una deposizione scritta.

Redazione