Egitto: rimandato a gennaio il processo al presidente deposto Morsi

Sostenitori di Mohamed Morsi davanti al Tribunale del Cairo, 4 novembre 2013 (Getty images)

Il Segretario di Stato americano John Kerry, per la prima volta si è recato ieri in Egitto da quando lo scorso 3 luglio è stato destituito il presidente islamista, Mohamed Morsi.
Il rappresentante del Governo americano ha assicurato alle autorità provvisorie che “gli Stati Uniti sono amici dell’Egitto”. Kerry ha inaugurato così il suo tour di 9 giorni in Medio Oriente garantendo che “il presidente Obama e gli Stati Uniti sostengono il popolo egiziano. L’Egitto è un partner vitale per noi. Intendiamo darvi il nostro appoggio in questa turbolenta fase di trasformazione che state vivendo. Sappiamo che è difficile. Vi aiuteremo, siamo pronti a farlo”.

Se da una parte Kerry ha detto che gli Usa sostengono “elezioni libere ed eque” invocando la cessazione di tutti “gli atti di violenza e di terrorismo”, dall’altra oggi si è aperto il processo a carico del deposto presidente Morsi per incitamento alla violenza in cui rischia la pena morte e con il quale il paese rischia una nuova ondata di sollevazioni popolari a favore di Morsi.

Stando a quanto riferiscono le agenzie, Morsi è arrivato questa mattina in elicottero al tribunale del Cairo dove oggi sarebbe dovuto cominciare il processo a suo carico. Una notizia che tuttavia sembra in parte smentita da alcune fonti che hanno rivelato che Morsi sia arrivato a bordo di un normale mezzo della polizia. Il giudice, poco dopo l’arrivo dell’ex presidente, ha però ordinato di rimandare il processo all’8 gennaio 2014. Le ragioni della scelta condotta da Ahmed Sabry Youssef  sarebbero da individuare nel rifiuto dell’imputato ad accettare come legittimo il procedimento giudiziario a suo carico e ad indossare la divisa che gli spetta in quanto incarcerato.
Con Morsi saranno processati altri 14 leader della Fratellanza musulmana, tra i quali alti leader della Fratellanza come Mohammed el-Beltagy ed Essam el-Erian, numero due dei Fratelli, arrestato al Cairo lo scorso 30 ottobre.
Per la prima volta, Morsi compare in pubblico dopo che era stata trasferito in una località segreta. Secondo gli osservatori, l’ex presidente sfrutterà l’occasione della sua comparsa in tribunale per ribadire il fatto di essere ancora il presidente legittimo dell’Egitto e per mettere in dubbio la correttezza del processo.
Durante la sua detenzione, Morsi si è rifiutato di collaborare nel corso degli interrogatori e non ha potuto incontrare i suoi avvocati mentre avrebbe parlato solo due volte con i suoi famigliari.

La capitale è blindata dalle forze dell’ordine che hanno bloccato tutte le strade di accesso al Tribunale, mentre avvocati e giornalisti sono entrati nell’aula-bunker, dove è stato processato anche l’ex rais Hosni Mubarak. A differenza del processo di Mubarak che è stato diffuso in diretta Tv, il processo di Morsi sarà a porte chiuse.
Secondo i media, questa mattina il traffico al Cairo è meno intenso del solito: con molte probabilità i residenti temono violenze. Non a caso alcune scuole private hanno invitato i genitori a tenere i bambini a casa. Infatti, per i sostenitori di Morsi, il suo arresto è considerato illegittimo e un vero e proprio rapimento.

Redazione

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