Kosovo, violenze e intimidazioni alle elezioni amministrative: affluenza del 45,79%

Osservatori Ocse costretti ad abbandonare sede a Kosovska Mitrovica, 3 novembre 2013 (Getty images)

Si sono svolte ieri le elezioni amministrative per il rinnovo di sindaci e dei consigli comunali nei 38 comuni del Kosovo, a nord e a sud del fiume Ibar.
Per la prima volta hanno preso parte alle elezioni anche i quattro comuni serbi del nord del Kosovo, in base all’accordo stipulato lo scorso 19 aprile tra Belgrado e Pristina, mediato dall’UE, sulla normalizzazione delle relazioni tra i due paesi.

Le elezioni si sono svolte all’insegna di tensioni, violenze, intimidazioni e minacce tra serbi: a Kosovska Mitrovica, nel nord kosovaro amministrato dall’Onu, già segnata da tensione tra la minoranza serba e la maggioranza albanese del Kosovo, si sono riscontrati numerosi episodi di tentativi di boicottaggio delle elezioni.
Nella città, diversi seggi sono stati attaccati, le urne sono state distrutte, e si sono verificati degli scontri tra gli estremisti e gli addetti alle operazioni di voto: due persone, un poliziotto e un componente del personale elettorale, sono rimaste ferite
Mentre nel tardo pomeriggio, come riporta Repubblica.it, è stato trovato un ordigno collocato vicino ad una scuola, sede di uno dei seggi assaltati in precedenza.

Il clima di intimidazione secondo gli osservatori ha incontrato le speranze dei nazionalisti serbi provocando una bassa percentuale dell’affluenza alle urne sopratutto nelle zone serbe: infatti, alla chiusura dei seggi, ieri il tasso di partecipazione non superava il 13%.
Una situazione sulla quale è intervenuto anche Krstimir Pantic, uno dei candidati alla carica di sindaco del settore serbo di Kosovska Mitrovica, che ha chiesto alla comunità internazionale l’annullamento del voto nella città: “Faccio appello alla popolazione a mantenere la calma. Non abbiamo bisogno di scontri e divisioni. Non vogliamo metterci allo stesso livello di chi è contro il governo e lo stato serbi”, ha detto Pantic, che è stato vittima di una aggressione sotto casa sua.

Un seggio dell’Ocse a Kosovska Mitrovica è stato colpito da azioni violenti, costringendo i rappresentanti dell’organismo internazionale ad abbandonare la sede. Il portavoce dell’Osce in Europa, Nikola Gaob, ha riferito che l’organizzazione aveva deciso il ritiro dalla città per ragioni di sicurezza.

In totale, l’affluenza è stata del 45,79% degli aventi diritto, pari a 814.780 elettori. Una cifra superiore di 100 mila voti in più rispetto alle elezioni locali del 2009: l’affluenza più alta si è registrata nelle municipalità a sud del fiume Ibar, con percentuali fra il 54% e il 64%.
Mentre nelle zone serbe del nord i dati sull’affluenza risultano molto bassi: il 7,09% a Kosovska Mitrovica, il 7,39% a Zvecan, il 12,52% a Leposavic, il 13,38% a Zubin Potok.

Per la Serbia, il buon andamento del voto è una prova per continuare il processo di integrazione con l’Unione Europea. Sul tema è intervenuto al Giornale radio Rai, l’ambasciatore italiano a Belgrado, Giuseppe Manzo che ha ribadito che “chi è contro la partecipazione al voto è contro gli interessi di Belgrado, di Pristina e dell’Europa”.
Manzo in una intervista pubblicata sulla prima pagina dell’autorevole quotidiano serbo “Politika”, ha sottolineato che le elezioni “regolari e con la più ampia partecipazione possibile dei serbi del Kosovo” sono fondamentali per “completare il progetto europeo” con l’integrazione dei Balcani nell’Ue.

Redazione