Caso marò, interrogatorio in videoconferenza per gli altri militari coinvolti

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Getty images)

Ci sarebbe una svolta decisiva nel caso giudiziario dei 2 marò italiani tuttora in stato di detenzione in India con l’accusa di aver ucciso 2 pescatori in Kerala, mentre erano imbarcati sulla “Enrica Lexie” il 14 febbraio 2012. Il ministero degli Interni indiano ha dato il via libera a un interrogatorio in videoconferenza degli altri 4 marò italiani che si trovavano a bordo della petroliera italiana, insieme a Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. Gli altri quattro militari sono Renato Voglino, Massimo Andronico, Antonio Fontana e Alessandro Conte.

Per mesi, il governo indiano ha manifestato la propria ostilità nei confronti dell’ipotesi di un interrogatorio in videoconferenza, ma oggi c’è stata dunque una svolta, che potrebbe portare all’accertamento della verità in tempi più rapidi. Inoltre la “National Investigation Agency” indiana, la polizia incaricata del caso, sta ricostruendo tutta la vicenda dopo che Corte suprema aveva invalidato il procedimento giudiziario imbastito a Kerala.

La necessità dell’interrogatorio deriva da perizie balistiche secondo le quali i proiettili ritrovati nei corpi dei 2 pescatori non sarebbero compatibili con i fucili Beretta in dotazione a Girone e Latorre, ma i colpi sarebbero stati esplosi da altri due militari, particolare che sarebbe stato rilevato sin dal 12 maggio dello scorso anno. L’interrogatorio in videoconferenza dovrebbe avvenire l’11 novembre.

L’accordo tra governo italiano e ministero degli Esteri indiano sulla videoconferenza è stato raggiunto grazie all’impegno dell’inviato speciale Staffan de Mistura, che si era dichiarato contrario all’interrogatorio in India, preoccupato in particolar modo che le autorità di New Delhi potessero eventualmente trattenere gli altri quattro soldati.

Redazione online