Emergenza energia Ue, Scaroni: “L’Europa apra allo shale gas”

Paolo Scaroni (GEORGES GOBET/AFP/Getty Images)

Intervenendo alla ‘Johns Hopkins University’ di Baltimora, l’amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, ha sottolineato come rispetto agli Usa, che grazie allo shale gas sono competitivi sul mercato, “per l’Europa è vera emergenza”. Troppe sarebbero infatti le opposizioni all’utilizzo di shale gas, le cui conseguenze per l’inquinamento e l’effetto serra sono ancora ignote, essendo l’estrazione di questo tipo di combustibile relativamente recente per sviluppare dei dati definitivi sul fenomeno.

Ha sostenuto Scaroni: “Ogni business dell’energia che può ricollocarsi negli Usa dall’Europa lo sta facendo e la domanda di gas risulta in calo del 15% dal 2008. Oggi le società americane comprano il gas ai prezzi più bassi del mondo sviluppato e questo è un incredibile vantaggio competitivo cui si aggiunge una forza lavoro a buon mercato, qualificata e flessibile e un regime fiscale favorevole in un generale contesto favorevole al business. E’ chiaro che gli Usa saranno, ancora una volta, una formidabile potenza economica”.

L’ad di Eni ha sostenuto dunque la necessità di aprire all’utilizzo di shale gas domestico, perché “ne abbiamo molto, ma c’è anche un’incredibile quantità di opposizione”. Scaroni sostiene di dar ragione agli oppositori del fraking, ossia delle fratture idrauliche artificiali, ma “per ridurre la dipendenza dal gas russo e avere prezzi competitivi, l’Europa dovrebbe provare a produrre il proprio shale gas”. Scaroni ci tiene però a precisare: “In Europa la gran parte dei politici dice no senza neanche sapere di cosa parla. Con questo è chiaro che non andremo mai a fare trivellazioni a Firenze”.

I rischi del fraking sono molteplici; si va da quelli ambientali, legati alla contaminazione chimica delle acque sotterranee, a quelli geologici, con la possibilità che si concretizzino scosse anche di elevata magnitudo legate alla scelta di frantumare i terreni. Sulla questione, è intervenuto anche il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato, spiegando: “Abbiamo ridotto le aree dove si possono fare le estrazioni. In alcune aree vogliamo farle perché si tratta di aumentare l’autonomia nazionale”.

Redazione online