Caso Priebke, il gerarca nazista sepolto in un penitenziario italiano

Erich Priebke e il suo legale Paolo Giachini (Getty images)

La salma di Erich Priebke sarebbe stata sepolta e l’inumazione sarebbe avvenuta in Italia; a rivelarlo è il quotidiano ‘La Repubblica’ oggi in edicola, che attraverso un reportage del direttore Ezio Mauro ha evidenziato come non solo i resti umani dell’ex gerarca nazista non si sarebbero mai mossi dal nostro Paese, ma che sarebbero stati sepolti in un penitenziario italiano, dove – scrive Mauro – “erano almeno vent’anni, qualcuno dice trenta, che qui non c’era una nuova sepoltura”.

La tomba di Priebke è contrassegnata solo da una croce di legno all’interno del giardino di un carcere protetto da “cancelli, riflettori, inferriate e chiavistelli”, ma soprattutto da commemorazioni revisioniste o da contestazioni come da tempo non se ne vedevano in Italia sul tema dell’antinazismo e dell’antifascismo. Naturalmente, il quotidiano romano non svela il luogo della sepoltura e sostiene che il direttore del carcere è legato al vincolo della segretezza perché nessuno deve sapere dove è stato sotterrato Erich Priebke “né le guardie, né il sindaco, né il presidente della Regione, né la comunità cittadina”.

Ezio Mauro ritiene che il cimitero del penitenziario sia “sede di una sepoltura dignitosa, come un Paese civile deve garantire anche al suo nemico più terribile, e la prova di un conflitto irriducibile e permanente”. Ieri intanto sui muri dello stadio comunale di Guidonia, in provincia di Roma, è comparsa una scritta inneggiante a Priebke, vergata da una svastica. Il consigliere comunale di Forza Italia Marco Bertucci ha subito chiesto la cancellazione della scritta, sostenendo di prendere le distanze da quel gesto. Non stupisce che – a quasi un mese della sua morte – la figura di Erich Priebke sia ancora al centro del dibattito.

Redazione online