Tessere e regole nel Pd: Cuperlo e Orfini criticano Renzi

Gianni Cuperlo (Screenshot Skytg24)

Non si placano, all’interno del Partito Democratico, le polemiche su tesseramenti e regole condivise, in vista del congresso e delle primarie aperte che l’8 dicembre eleggeranno il nuovo segretario. In un’intervista a ‘Repubblica’ oggi in edicola, il candidato alle primarie Gianni Cuperlo è tornato in particolare sull’argomento tessere, spiegando: “Ho un rispetto profondo per gli iscritti al mio partito. Sono un tesoro di impegno civile e umanità”.

Per questo motivo, dice Cuperlo, “noi dobbiamo convincerli che il loro è un partito sano e trasparente e che i tesseramenti gonfiati, per quanto circoscritti, sono un oltraggio prima di tutto verso chi ha resistito all`invito martellante che vedeva il nostro partito e in generale i corpi sociali come un residuo da cancellare”. E su alcune ipotesi, come quella paventata dal sindaco di Bari, Michele Emiliano, sostenitore di Renzi, Cuperlo chiosa: “Se si ragiona così muore il Pd. E non solo perché un partito senza iscritti è come una democrazia senza elezioni, non esiste in natura, ma perché i diritti di chi si iscrive sono una parte fondamentale della rivoluzione che dobbiamo fare”.

Cuperlo ha poi rincarato la dose: “Quando sento liquidare il voto di 330 mila iscritti come l`espressione degli apparati, penso che chi lo dice non sappia di cosa sta parlando. 330 mila persone non sono una oligarchia, sono una comunità”. Poi, dopo aver criticato le affermazioni di Ugo Sposetti sul mancato controllo rispetto ai votanti alle primarie, Cuperlo ha concluso: “Quella che emerge è una grande voglia di ricostruire una sinistra moderna, di reagire al pensiero unico e anche di ribellarsi alle scelte del circuito politico-mediatico”.

Sulle regole delle primarie e sulla posizione di Matteo Renzi rispetto a queste, è intervenuto – intervistato dal ‘Manifesto’ – il “giovane turco” Matteo Orfini, spiegando: “Dire oggi di averle subite è curioso e anche un po` scorretto. Quello che sta accadendo sul tesseramento, in alcuni casi, non deve nascondere che decine di migliaia di persone stanno partecipando in forme lecite e appassionate a una discussione democratica. Ma anche che dobbiamo riflettere, lo dico autocriticamente, su cos`è oggi il Pd. In alcune realtà si è rotto il senso di una comunità”.

Orfini ha anche ribadito alcune critiche a Renzi: “Quando si accorge – alcuni di noi lo dicono da tempo – che il Pd è il terzo partito fra gli operai dice una cosa vera e drammatica. Ma c`è un nesso fra questo dato e il fatto che quando Marchionne discriminava gli operai alcuni nel Pd dicevano che dovevamo stare con Marchionne: e Renzi era fra questi”.

Redazione online