Elezioni presidenziali Maldive: Nasheed in testa

Ex presidente delle Maldive Mohamed Nasheed alle urne il 7 settembre 2013 (Getty images)

Si è ripetuto oggi, dopo ben due annullamenti, il primo turno delle elezioni presidenziali alle isole Maldive, arcipelago dell’Oceano Indiano meta da sogno di tanti turisti. Il Paese scosso da un colpo di stato, che nel febbraio 2012 aveva spodestato con una sommossa popolare fomentata dalla polizia l’allora presidente Mohamed Nasheed, è tornato oggi al voto per eleggere il nuovo presidente, dopo che il primo turno del 7 settembre scorso era stato annullato per irregolarità dalla Corte Suprema e la nuova tornata elettorale del 19 ottobre era stata bloccata all’alba dalla polizia, sempre per presunte irregolarità. Oggi finalmente si è tenuto il primo turno delle presidenziali.

Oggi, come al voto del 7 settembre scorso, è risultato nuovamente in vantaggio l’ex presidente Mohamed Nasheed, che sul 77% delle schede scrutinate, ha ottenuto il 45,08% dei voti, davanti al candidato Abdulla Yamin Abdul Gayoom con il 31,21%. Più o meno i risultati del primo turno del 7 settembre. Terzo, anche questa volta, Qasim Ibrahim con il 23,70%. Stando al sito web Minivan News, che riporta i dati del termine dello spoglio, Nasheed avrebbe raggiunto il 46,51%, Yamin Gayoom sarbbe al 29,82% e Ibrahim al 23,67%.

Dunque Nasheed e Yamin Gayoom andrebbero al ballottaggio, previsto già per domani. Questa singolare decisione, di fissare il ballottaggio il giorno seguente al primo turno, è stata presa per evitare un pericoloso vuoto di potere, visto che il presidente uscente Mohamed Waheed lascerà l’incarico lunedì prossimo.

Il ballottaggio, tuttavia, è “in pericolo”, denuncia il Partito democratico delle Maldive (Mdp) di Nasheed, perché sarebbe ostacolato dagli avversari del candidato in testa. Il vice-portavoce del Mdp, Ali Shyam, ha denunciato: “ancora una volta i nostri avversari stanno cercando di sovvertire la democrazia, impedendo che domani possa svolgersi il ballottaggio, e per questo si rifiutano di firmare e convalidare le liste elettorali“. Già lo scorso 19 ottobre, il primo turno-bis delle elezioni presidenziali era stato bloccato dai due candidati Ibrahim e Yamin, che la notte prima delle elezioni avevano presentato ricorso sostenendo di non aver approvato le liste elettorali. Le difficoltà sembrano dunque ripetersi. Tanto che il portavoce del Mdp ha chiesto alla comunità internazionale di “esercitare pressioni, comprese sanzioni mirate e punitive, nei confronti di quegli individui che cercano di minare la democrazia maldiviana”.

Non solo, ma stando ai media locali, sembra che il candidato Qasim Ibrahim, escluso dal ballottaggio, abbia chiesto alla Corte suprema di annullare il secondo turno previsto per domani. Già il voto del 7 settembre era stato fatto annullare dallo stesso Ibrahim, che aveva fatto ricorso alla Corte Suprema maldiviana per irregolarità.

In caso di nuovo rinvio delle elezioni, la Corte Suprema del Paese ha stabilito con un’ordinanza che qualora entro l’11 novembre non fosse eletto un presidente, attuale capo di Stato Waheed resterà in carica ad interim. Una decisione che è in contrasto con quella che è stata approvata dal Parlamento delle Maldive, in cui si prevede che in attesa dell’assunzione delle funzioni da parte del nuovo presidente, sarà il presidente del Parlamento, Abdulla Shahid, ad assumere la presidenza ad interim.

Un situazione piuttosto difficile e caotica, in un clima di alta tensione.

Redazione